mercoledì 30 maggio 2007

RIMORSO one RIMPIANTO?

Oggi non ho proprio voglia di falsi moralismi. Di chi cerca di abbindolarmi a distanza di anni.
Di chi fa finta che in questo periodo ha in testa me, solo per il piacere di liberarsi
di qualche peso corporeo.
E sinceramente, messo com'è, diventa difficile anche per me attrice, far finta di nulla.
Non mi va. Non mi va.
Oggi ho scoperto che un mio passato ragazzo è sentimentalmente impegnato.
Non mi rode la cosa, certo è che un pensiero ce l'ho fatto, ripercorrendo veloce i mesi trascorsi insieme.
Mah 1, oggi è così bizzarro.
Nuovamente in mutua, nuovamente con il ginocchio che se potesse parlare direbbe "%6(/)=0/&%$/$!!!!".
Oggi sono allegra, tolta quella piccola parentesi del sentimentale.
Mi è sorta una domanda, oggi, prima, poco fa.
Forse data dai sogni strani che mi han invaso la mente, stanotte.
Case su una collina e ai piedi di questa il mare, incazzato nero, che arrivava fino a metà spiaggia e portava con sè vecchie signore che chissà come mai stavano li sdraiate.
Non al sole, ma alla morte.
Poi si intervallavano altri sogni, tra cui due che mi sono rimasti impressi fino ad ora.
In uno piangevo dicendo che mi si stavano staccando i denti e nessuno ci credeva fino a che con la lingua, stuzzicandolo in giusto, mi si è staccato credo un molare, quello destro.
Caspita. Addirittura nel sogno ho pensato "Quando si sognano i denti che si staccano o cadono, è una sorta di avviso che potrebbe mancare qualcuno di vicino a se."
E poi, con tutti i denti in bocca, mi trovo a letto, con un ragazzo che sapevo e so perfettamente chi era (é),
e cominciamo a fare l'amore. E qui la cosa bizzarra, c'era una specie di gara a chi lo faceva meglio. Lui restava sempre lui, solo cambiava il suo "attrezzo" prendendo chissà da dove, l'"attrezzo" di vecchi ex per metterli a confronto con il suo.
Sono pazza, da ricoverare.
Ma questo sogno, oggi, mi ha fatto sorgere quella domanda... Rimorso o rimpianto?
Mah 2, oggi risponderei che per certe circostanze è meglio un rimpianto. Quindi fare tutte le esperienze senza farsi molti problemi e vivere.
Dall'altra direi che per altri versi è meglio un rimorso e al diavolo se ho mancato un'altra occasione buona stasera!
One.
Un pensiero a tutte le canzoni che a loro modo ripetono ONE, uno.
Non chiedetemi perchè.
Mi sono svegliata con One degli U2 e ora è partita One di Gaia Riva.

L'importante comunque resta sempre fare tutto ciò che ci si sente solo e realmente con il cuore. Il nostro cuore.

giovedì 24 maggio 2007

LA NOSTRA [MIA] LINFA VITALE.

Vi viene mai voglia di correre?
Chissà per quale luogo, se un luogo ci fosse.
Di correre e basta.
Per sentire sprigionarsi l'energia tenuta nascosta.
Vi viene mai voglia di fare l'amore?
Di fare l'amore senza troppe preoccupazioni, senza tanti "ma poi... se...".
Lasciarsi andare tra braccia sicure,
non per forza del proprio uomo.
Magari quello che amiamo tanto da non riuscire a dire
basta
una buona volta.
Intrappolate per paura di rimanere da sole.
E allora?
Vi viene mai voglia di andare oltre,
di trovarvi con un lui sopra di voi che vi sussurra
il bisogno di avervi ogni istante di più,
che sfiora il vostro corpo e lo fa tremare anche se fuori ci sono trenta gradi.
Sentire i propri seni leggermente pressati
dal peso del suo corpo.
Un corpo che vi fa godere,
si,
godere come pochi sanno fare.
Pochi, magari nessuno è riuscito a raggiungere quella
parte così profonda del vostro piacere.
Lui si,
lui cerca di darvi piacere, quello puro,
quello che quando arriva vi travolge
e non capite,
non riuscite a trattenervi come in altre occasioni
ed esplodete.
Nella passione più dolce e bramosa che esista.
E lo chiamate, gridate di poterlo avare ancora
quel piacere.
Ancora, ancora e ancora.
Fateci caso.
Non pensate a null'altro tra le sue braccia,
mentre il vostro corpo raccoglie il suo sesso.
Tutto svanisce.
Ragazzo o marito che sia, problemi, lavoro, figli, paure, tristezze, nervosismi.
Lui vi purifica l'anima.
Lui vi fa gridare.
Dal piacere che sapete che solo lui sa dare.
Non ne avete mai abbastanza.
Del suo sguardo mentre spinge
e
voi in balia delle onde.
In ostaggio di un uomo che sa come farvi rinascere.
Che sa come farvi star bene
coccolandovi con una doccia e una sfilata di ottima musica.
Solo per veri intenditori.
Prelibata è la sua carne,
da mordere leggermente mentre lui cerca il punto migliore,
dolce è il suo profumo che lentamente viene emanato,
sudando.
E come mai questa volta non ve ne frega niente se uscite da li
e avete ancora quei tre, quanttro chiletti in più e i capelli scompigliati?
Come mai non vi irrigidite subito dopo ma restare ancora un attimo sotto di lui,
per sentire il suo respiro?
Salite sulla vostra macchina, accendete lo stereo e guidate,
superando qualche macchina e facendo entrare il vento dai finestrini.
Tutto resta bloccato. Per almeno un giorno.
E domani non sarà come ieri.
domani rimarrà la prelibatezza
di quel rapporto che vi ha segnate,
vi ha condotte in un altro arco di spazio temporale,
che vi ha educate.
Ad essere libere, spontanee, ad amare e gridare il suo nome,
senza timori che i vicini possano sentire.
Lui vi rende libere.
Lui vi fa arrivare alla concezione che nulla è davvero così terribile.
Lui, la sua felicità e serenità,
entrando nel vostro ventre,
ve la trasmette.
Sentite?
Quella strana sensazione che tutto proceda per il meglio?
Ecco.
E' lui.
La sua linfa che,
inondandovi,
vi scorre nelle vene.



martedì 22 maggio 2007

UN NUOVO MEDICO.

Non c'è poi bisogno di tante parole per descrivere la
risalita.
Ho camminato in silenzio per un certo periodo,
di me,
si sentiva solo il profumo circondato dalla mia risata.
A volte falsa a volte vera.
A volte mezza a volte piena.
Se chiudo gli occhi, si.
Se dovessi davvero chiudere gli occhi potrei vederla
vederla davvero quella salita.
Che percorro, volando ad un palmo da terra.
Non c'è amore, non c'è quella troppa sincerità che poi mi ha ferita,
non ci sono perchè nè tanto meno certezze.
Ma c'è qualcosa di impercettibile,
di chiaro al cuore ma non alla testa.
Una bella birra rinfresca lo spirito e vecchi miti
risuonano nella stradina semi deserta.
Vedi, qui c'è qualcosa. Quel qualcosa.
Quel sentire quella canzone ed emozionarsi.
Quel pensare a tutto e a niente e sentirsi colme.
Colme di positività.
C'è voglia di migliorare, di curarsi,
di, perchè no,
osare quella volta in più.
Questa volta.
Uno sguardo. Si fa presto a dire si.
Si fa presto a dire no.
E pentirsi.
La sua bocca sorride. Gli occhi lucidi.
Il suo corpo ben scolpito.
Entrambi sappiamo.
C'è quel qualcosa.
Tutto è nato da li. La risalita è nata dai suoi occhi,
dal suo guidare sicuro, dal suo darsi dello stronzo,
dal suo sorridermi,
dal suo dirmi
"mi sorprendi...sei sempre più interessante...".
Sapendo.
Che ciò che avverrà,
lo vogliamo.
Senza rimorsi e rimpianti. Senza regole prefissate
o paure coltivate precedentemente.
Insieme, cercheremo solo di trovare il bene.
Quando vorremmo. Per quanto vorremmo. Come vorremmo.
Un tocco di divertimento e una spolverata di serenità.
Per ricrearsi in questo mondo pieno di problemi
un angolo di egoismo doppio.
Ma pur sempre un egoismo che non escluda l'altro.
Questo ennesimo medico, a sua insaputa,
mi sta dando forza di di guardare oltre quella punta,
di guardare già dalla prospettiva migliore.



venerdì 18 maggio 2007

PELLE.


Ti è mai capitato?
Di pensare intensamente una cosa e che questa capitasse?
Ti è mai successo di sognare qualcosa
che al risveglio credevi di avere li talmente era reale?
Soffio d'aria nuova.
Questo potrebbe essere quel punto e a capo.
LETTERA GRANDE.
Quel "è ora di dare una svolta".
Sapere di avere tra le mani una polverina magica
che nel momento in cui si strofina
realizza cosa ti passa nella testa in quel momento.
Non numeri del lotto e cose strane.
Persone, sensazioni, occasioni.
Che con se portano odori lontani
profumi di terre lontane e emozioni scordate.
La semplicità di guardarsi e sorridere senza
malizia e contorni offuscati
da banalità comuni.
Pelle.
Milioni di persone scrivono sulla pelle, sul suo colore
sul suo odore,sulla sua prima impressione.
Che è quella che conta?
Io scrivo della pelle in quanto
contatto.
Una stretta di mano, un guancia a guancia,
un abbraccio in cui si sfiorano braccia muscolose con braccia abbronzate.
Sentirsi addosso brividi di
novità, di un qualcosa che forse si era cestinato.
Ma che forse è ora di ritirare fuori e far prendere aria.
A volte manca davvero quel contatto.
Che ti fa scivolare lungo un mondo diverso dal
quotidiano, che ti catapulta
in una dimensione in cui li,
tutto ciò che fai
è solo per il tuo bene,
per soddisfare i tuoi piaceri,
per far rabbrividire la tua pelle.
La sua pelle.
Mani che si sfiorano e si tengono strette nel buio di strade insidiose,
tutto il resto sfuma in attimo
e non c'è niente e nessuno che ti ferma.
Stringi.
Prendi quella mano e l'appoggi al tuo petto.
Cosa penserà l'altra persona?
Silenzio.
Il cuore pulsa. Veloce. Emozionato.
Contatto.
Di due labbra sconosciute.
Bramose l'una delle altre.
E allora è lì che la pelle fa il suo giusto effetto,
è lì che quel mondo sotto vuoto
spinge e rompe il vetro.
Oltre.
Per andare oltre.
Per scoprire nuovi orizzonti, nuovi mondi.
Ciò che si vive passa dalla pelle.
Puoi lavarti quanto vuoi.
Puoi lavarti via i ricordi, le ferite aperte,
le emozioni che ti hanno strappato,
ma quel contatto resta.
Impercettibile e indissolubile.




mercoledì 16 maggio 2007

SENZA FAR RUMORE

La sincerità non è uguale per tutti.
Ci si fa prendere dall'entusiasmo, dal bisogno di provare qualcosa che si era scordato.
Un profumo, un sentimento, un'emozione, una parola detta piano, una libertà di ridere e sentirsi leggeri.
Dentro si sente muovere qualcosa. La bocca dello stomaco è chiusa.
Il cuore è aperto. Aperto e puro come quello di un bambino.
E non si pensa a nient'altro, a nessun altro.
Si vive sbattendo la testa credendo, auto convincendosi che è quello è ciò che si cercava,
che quello è ciò di cui si ha bisogno.
C'è chi lascia il passato e si volta andando verso una strada dettata da una sincerità scoperta e tirata fuori con le tenaglie.
C'è chi non accetta la sincerità altrui.
E' come se tutti, per un certo tempo, avessero viaggiato sulla stessa linea d'onda, con le stesse motivazioni, la stessa gioia, lo stesso cuore, la stessa capacità di capirsi dai silenzi.
Poi un giorno, qualcuno si rende conto che non è così e dice che è il caso di essere sinceri e prende la porta e se ne va. Senza tante spiegazioni sensate.Senza ascoltare i suoi compagni di viaggio.
Per loro quella non può essere sincerità.
Per la ragazza lasciata così, di punto in bianco quando tutto sembrava perfetto quando tutto sembrava protetto dal male, la sincerità di lui che le scrive che non vuole sconvolgere i suoi equilibri,
non può essere razionalizzata come sincerità.
Quello che uno pensa sia giusto e sincero per altri è tagliente e mortale.
Come un colpo di pistola.


lunedì 14 maggio 2007

NON SI SMETTE MAI.





Resta. Qui.
Fermo. Disteso su quel verde prato.
Resta. Qui.
Vicino. Temo. Di aver bisogno di te.
Non ho paura.
Solo. Vorrei. Sapere. Che tu, ci sarai.
Silenzio.
Mesi nel silenzio. Nella convinzione di dover ricominciare.
Non si smette mai.
Si cade e ci si rialza.
Lasciamo da parte quello che ci sembra meno indispensabile.
Perchè impulsivi.
Avidi.
Poi torniamo indietro.
L'orgoglio va calpestato quando il cuore sa che ne vale la pena.
Anche senza aver la sicurezza di poter rientrare da quella porta.
Delusa.
Afflitta. Ma capace.
Ma testarda.
Di tornare indietro se ne parla.
Quello che c'era da dire è stato detto.
Quello che c'era da dire non è stato detto.
Io.
Avevo chiesto solo di tentare.
Tu.
Negato.
Occhi negli occhi.
Fermati.
Solo un minuscolo attimo.
Fermati e ascolta.
Volevi davvero che andasse così?
Baci mendaci.
Non smetto di tornare.
Rialzarmi e ritentare.
Sei e resterai.
Nel mio pensiero.
In quel fuoco incantatore che hai ghiacciato.
Lo sai.
Si scioglierà il ghiaccio.
Spero il bene per te.
Io.
Coraggio.
Per due, per entrambi.
Tu.
Solo paura di soffrire ancora.
Chi vive nella paura vive solo a metà.
Tu mi avresti offerto paure? Tremori?
Io che voglio vivere.
Pienamente.
Ogni singolo giorno.
Aprirò quella porta.
E allora, forse.
Solo allora.
Scriverò una fine.
Sensazione.
Profonda.
Di leggerezza.
Interiore.
Non smetto.
Mai.
Di guardarmi attorno.
Di tornare indietro.
Di dimenticare e proseguire.
Non smetto. Mai.
Di scrivere.
Per me.




domenica 13 maggio 2007

OBELISCO

Una città piena di luce. Noi.
Piccoli cuori in mezzo al tutto, in mezzo al nulla.
Seduti sotto quell'alto obelisco.
Silenziosi ognuno dentro se.
Pieni di domande, di tentazioni di voglie da tenere a freno.
Scivolano giù liquidi che rendono la realtà un po' più tondeggiante.
Sta girando tutto.
Dalla parte che non avrei pensato.
Credevo.
Che alcune persone avessero il coraggio a definirsi migliore di altre.
Invece, era solo patetica alterazione di un "non io".
Ma cosa me ne importa se manca lo sforzo.
Di dire ancora.
Rimango silenziosa davanti a cotanta bellezza.
Basta con tutto.
Con tutti ciò che mi ostruisce le vene e non è amore.
Coloro di giallo, ancora, tutto quello che può essere coperto.
Cancellato.
Coperta di stelle.
Noi ancora in questa rotonda piazza.
Noi ancora a riempire la notte della nostra giovinezza.
Dei nostri sorrisi.
Rido, rido, rido e ballo fino a perdere la cognizione del tempo,
fino a scordare cosa c'è attorno.
Perdo conoscenza e mi butto per terra.
Gambe e braccia disegnano un angelo.
Ed io mi svuoto di tutto quello che c'è di troppo.
Perchè c'è sempre qualcosa di troppo.