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Ho letto senza respirare. Ho letto tutto d'un fiato aspettandomi una pugnalata.
Invece, senza respiro, mi sono trovata a piangere.
Le tue parole, nere su bianco, una conferma che cercavo, che aspettavo, che volevo sentire come fosse un tuo abbraccio.
Silenzioso e caldo per spezzare il gelo di questo malinconico Novembre.
Forse non ti ho mai raccontato di quanto mi sono sentita intrappolata, di quanto fosse piacevole la sensazione che si sente dentro al corpo quando si riesce finalmente a trovare unno spiraglio.
A volte mi piace risalire su quel treno.
Leggere quel messaggio, sentire dentro la delusione che sale, spegnere il cellulare e lasciare tutto dietro le spalle.
Camminare e conoscere gente nuova, guardare fuori e vedere solo immense distese di neve, entrare in una stanzetta piena di coperte usa e getta e trovare un ragazzo sdraiato che ascolta musica che mi fa segno di stendermi vicino a lui. Mi porge l'auricolare e ascolto quella canzone che ascolto ancora quando devo recuperare certe vibrazioni.
"Rimettila per favore" ho solo detto, prima di addormentarmi stremata da un lungo viaggio.
Un viaggio lungo che mi stava liberando da tutto.
Lontana e libera.
Resta sempre qualcosa dentro, dopo un viaggio, dopo un'avventura che ci ha catapultati in un mondo diverso, anche solo una notte.
E nel buio di questa stanza rossa, costruisco una fortezza, costruisco un castello, metto qualche cavallo bianco e nero sopra vallate di un verde troppo verde per essere verde.
Chiudo gli occhi e sento un profumo.
Quando riapro gli occhi, sono dentro ad un tuo abbraccio, dentro al tuo abbraccio avvolgente in cui mi rifugerei in ogni notte.
Silenziosa, mentre scrivo una favola.
Una favola semplice.
Rapita in una notte nera, leggermente tiepida, nel cielo una sottile fetta di luna bianca, la collina illuminata, il cerchio magico risplende di luce propria.
Respiro a pieni polmoni, mi faccio inondare da questo vento che sa di passato, mi faccio circondare da questo vento che mi riporta lontana, con occhi dolci e il cuore sereno.
Ho preso una decisione molto tempo fa, ho preso una decisione e l'ho presa con razionalità senza metterci di mezzo malinconie e rancori.
Ma stanotte, questa notte vento limpidezza aria pulita luci sparse quà e là mi ha fatta tornare per un attimo.
Salite in mezzo alle montagne, imponenti e silenziosi.
Un manto di stelle sopra le nostre teste, seguo le indicazioni e vicino a me qualcuno si fida, si sistema comodo su un sedile troppo piccolo e lascia scivolare la testa di lato.
Sono sopra il mondo, stanotte.
Stanotte sto trovando la bellezza, la purezza, la perfezione.
Un quadro disegnato nei minimi particolari.
E quando scendo in mezzo ad una strada buia e alzando lo sguardo mi sento infinitamente piccola e quando ci guardiamo e non sappiamo come abbiamo fatto a perderci e quando arriva il vento, pulito profumato e intenso, mi sento viva.
Stanotte siamo in due strade diverse. Ma con serenità voglio ricordare, voglio ricordare come il mio cuore batteva, come i miei occhi erano stupiti, come quella notte mi sentivo nel posto giusto al momento giusto.
Stanotte guido, stanotte entro in una casa accogliente, trovo parole interessanti, trovo nel vino e nei miscugli alcolici quella leggerezza che serve sempre in certe situazioni, trovo sorrisi, trovo abbracci, non cerco e trovo.
E finisco, con in bocca il gusto del caffè, tra braccia forti.
In una notte dove il vento porta ricordi ci sono sempre delle braccia che mi circondano, che non vogliono farmi andare via.
Nel silenzio di questa stanza, mi alzo, mi vesto e taglio in due quest'aria tiepida che mi ha colmato un po' il cuore. In questa notte buia torno a braccetto con le fotografie della notte appena passata, con il vento dei ricordi da cui riprendo energie che stavo dimenticando.
" Aspettando questo vento che verso di noi viene e non si tiene, che porta qualcosa che senti ma che non si vede, si chiama fede o forse si chiama amore, l'unica cosa certa è che arriva e ti tocca il cuore..."
Luci soffuse, musica che riempie questo locale, rimbalza su pareti dipinte male e di scuro per poi uscire ed arrivare fino alla riva del fiume.
La testa leggera, il corpo fluido nei movimenti.
Vengo circondata da un corpo.
Cappuccio in testa, si abbassa e mi bacia.
La sua lingua, la sua bocca.
Mi guarda. Io faccio un passo indietro, mi volto e vado in mezzo alla pista.
Conquista, cacciatore e preda che invertono i loro ruoli, pioggia che cade dal cielo, tu che appena puoi mi cerchi, mi abbracci, mi prendi, mi baci, mi volti le spalle, mi vuoi.
Conquista, un cuore pieno di sofferenza che cerca di risalire cercando squallido piacere in dieci bocche diverse, un corpo che vendi per cercare di dimenticare.
Birra in mano, cerco con lo sguardo in mezzo ad una folla saltellante e ubriaca di fumi di alcol, cerco trovo e mi dirigo.
Questo posto è come se fosse un insieme di emozioni e persone tra due parentesi.
Ciò che succede qui, succede solo qui, come se altrove non ci fosse la possibilità di farlo, come se altrove ci si sentisse troppo perfetti.
Lei vuole il suo regalo, lo cerca, lo vuole, lo chiede, le viene negato. Vuole solo il suo regalo! E davanti ad occhi che non si stupiscono di certe libertà ma che ne rimangono comunque sorpresi, mi offro per darle il suo regalo.
Un bacio, un lungo bacio in questa notte fredda, umida, stropicciata, che sa di passato, presente e futuro, romantica, allegra, bagnata, leggera.
La notte è ancora troppo giovane per noi.
Mi infilo tra le gente, passo davanti a persone che fanno la fila e intanto fumano, intanto ballano, intanto parlano e perdono di vista il bancone.
Ti ritrovo li, vicino a me, prendo la mia birra e tu ti abbassi di nuovo e mi baci e non la smetti di farlo e mi dici che davvero vorresti stare tutta la notte con me.
Cuore leggero.
Mi stacco leggermente, ti do un bacio, sorrido e vado via.
Tu stanotte starai con un altro corpo che non sarà il mio e non m'importa un granché. Ma se solo tu capissi che stai sbagliando, che non ci si cura così.
Guardo l'ora.
Tardi? Presto? In questo non luogo l'ora è relativa.
Ballo, ballo, mi tolgo il giaccone, la borsa, voglio ballare libera vicino a questi corpi, a queste bocche a questi sguardi che cercano conferme.
Ti bacio, mi baci,vi bacio, mi baciate, tutti e tre, un bacio a quattro che fa alzare il livello di ormone dentro queste parentesi, un bacio a quattro che si divide in tre, in due.
Lui che lo voleva così tanto, lei che lo ricercava, io che accoglievo tutto, l'altro che voleva ma non osava.
In questo non luogo tra parentesi in cui l'ora non conta, in cui ciò che si beve va sempre bene, in cui ci si sente liberi di baciare una donna, un uomo, una donna un uomo e un altro uomo, in cui va bene sentire la testa leggera, ecco, in questo posto, si è se stessi.
In questo posto la testa viaggia e crea una serie di immagini che tendono all'erotico e crea scene in cui ci si eccita davvero, porzioni di un film che si vorrebbe recitare.
Seducenti,
erotici
e liberi.
Travolta.
Da tutto quello che arriva per caso, che arriva una notte ed il giorno dopo va via, da tutto quello che arriva una notte e il giorno dopo lo si ritrova ancora.
Ammirata.
Da occhi che vorrebbero guardarti da più vicina ma non si osano, da visi che sembrano spavaldi e furbetti ma che nascondo timidezza e timore.
Amata.
Per la semplicità, per la schiettezza, per gli abbracci, per le parole di conforto, per le ciucche, per i pianti, per le risate, per la maturità, per la tua comprensione che metti sempre prima di tutto.
Amica.
In ogni dove, sopra ogni impegno, sopra ogni tuo problema, mamma e psicologa, ascoltatrice, consigliera, ragazza, donna, amica, amica e basta e non part time.
Ricercata.
Da una bocca a cui non la si vuole dare vinta, da una bocca che poi ti fa cedere e ti fai racchiudere, investire da un'emozione inaspettatamente dolce.
Sperduta.
In balia di queste onde autunnali, in balia di quei baci ad occhi chiusi, calmi, intensi, senza un perchè. Solo il bisogno dell'altra persona.
Avvolta.
Da braccia amiche, da braccia forti che non vogliono farti andare via, stanotte, da un corpo che starebbe disteso vicino a te per coccolarvi.
Convinta.
Che a tutto c'è un perchè. E di perchè ne è piena la vita.
Alcuni vanno lasciati liberi di sperdersi nell'aria, altri, beh, sta a voi ricercare in ogni dove, un segno, una risposta.
Serena.
Perchè proprio quando smetti di credere nelle persone, arriva qualcuno che ti fa ricredere che tutto è possibile.
Tutto.
E'.
Possibile.
Dentro ad una birra scura, mescolata di bayles.
Dentro ad una canna ben girata, in mezzo alla folla che non sa che il tuo cuore sta esplodendo.
Dentro ad una macchina che ti riporta a casa, in uno stato di ebrezza che stasera ci sta, stasera ci sta.
Dentro alla tua testa, che batte, rimbomba e batte, forte forte forte come non può sapere.
Come non può immaginare.
Perchè accecato, perchè senza voglia di chiedersi ancora una volta quei perchè.
Dentro un cuore che dopo così tanto a ricominciato a sanguinare.
Per quella persona che non vuole capire, che non vuole vederti pur avendoti davanti.
Tu tentatrice e amante di un lui troppo fragile per lasciarsi andare alla tua impulsività, alla tua passione.
Per credere nei tuoi sentimenti.
Hai ancora voglia di amare.
Chi ci perde, qui, è lui. Che sa.
Non troverà un'altra donna come te. Non la troverà. E dentro lui qualcosa si smuoverà, ricondandoti.
E tu, nel silenzio della notte, spiandolo nei minimi gesti, lo vorrai sempre di più, lo vorrai così tanto da dover gridare per liberarti di tutto questo amore nato per caso, nato per lui, che oggi l'ha respinto.
Dentro ad una birra scura mescolata di bayles troverai le tue risposte.
Sai che non tornerà.
Ma non fermarti, hai ancora voglia di amare, di farti male, di farti amare.
Nel centro del tuo mondo.
Localino piccolo, stretto, accogliente, in una racchiusa piazzetta e colmo di gente. Airin entra un po' a disagio, ritrova un viso conosciuto, scambia qualche parola. Certe persone non si vedono per mesi interi e poi iniziano a comparire in ogni dove. Poi gira lo sguardo.
Lui in un piccolo tavolo quadrato, in un angolo un po' buio che scrive al pc.
Scena da film uno.
-Ehi ciao! saluta Airin.
Finalmente sono lì, a mezzanotte meno venti, uno di fronte l'altra, ora potranno parlare, potranno sorridere, ora Airin potrà capire fino a che punto,stasera, sarà giusto spingersi quando vibra il cuore.
Wil è sempre Wil. Un bel po' diverso da tutto il resto, alto, magro, occhi verdi nascosi dietro grandi occhiali neri da scrittore, mani abbastanza grandi con un grande anello d'acciaio liscio, una bocca sottile circondata dalla barbetta, un orecchino al lobo sinistro e poco sotto un bel neo, proprio sul collo.
Parlano parlano e parlano, proprio come facevano tempo prima, proprio come Airin temeva non di non poter più fare. E dentro quella piazzetta lei si sente tranquilla, lei si sente come risucchiata da tutti i timori, lei si sente in grado di piegarsi, di combattere. Con la birra in mano, passeggiano strade già percorse una volta.
Brivido.
- Fa un bel po' freddino eh?- dice Airin giusto per cadere nei discorsi difficili che la legano a lui.
- Ma, neanche piùdi tanto- risponde Wil che addosso ha un bomberino che lo tiene caldo.
Passeggiano e vanno a caccia di un'altra birra.
"Questa notte non deve ancora finire." pensa Airin, con speranze che barcollano e paura di ciò che forse forse sotto già sa.
Altra birra. . . Airin prende la bottiglia, giù un sorso di birra ghiacciata. Camminano ancora un po' per quelle stradine, Wil la prende per mano, non un attimo di timore o ritiro, la prende per mano e basta.
Si fermano.
Vicini sul ciglio della strada davanti ad un'enorme chiesa ed inizia a piovigginare da sembrare quasi nevischio. Wil parla di cose assurde, tipo di rendere più allegra la chiesa con qualche restauro fatto a murales e di essere ripreso per tale maestosa azione. Lo prendo sotto braccio. Questa sembra proprio una scena di un film in cui all'improvviso comincia a nevicare, lui abbassa la guarda, lei lo alza un po' e si ritrovano, si ritrovano in una notte che poteva essere come tante altre ma invece non è.
Scena da film due.
Ora i brividi ci sono, ora i brividi ci sono salendo in macchina e accompagnandolo sotto casa, ora la birra confonde i pensieri anche se il suo rimane ben saldo, ora la notte diventa o amata o odiata, ora non si sa se è giusto andare incontro al destino o attendere, attendere cosa, poi?, ora potrebbe cambiare qualcosa, ora potrebbe rovinarsi tutto, ora.
Airin si avvicina e trattenendo un po' la sua innata impulsività e decisione, delicatamente lo bacia. Ma trova quelle sottili labbra chiuse.
- Perchè non mi guardi? dice Airin mentre Wil si strofina un occhio e non la guarda.
- Perchè se ti guardo, ti bacio e poi facciamo l'amore...-
- Eh? Cosa?- lo interrompe Airin, Wil si gira, un po' timoroso che lei possa saltargli addosso e la guarda.
- Guarda che io ti ho chiesto un bacio, non ho nessuna intenzione di salire a casa tua- dice Airin.
- Ma non serve salire in casa, se ti bacio facciamo l'amore persino qui, in macchina, ed io... porto rispetto.- dice Wil.
- No! Io volevo e voglio solo un bacio, volevo solo un bacio ed ho trovato un muro. E lo so che la situazione in cui sei ti porta a fare così, ma so anche che questo bacio lo vuoi quanto lo voglio io.-
Airin non sa se ridere o se ha sentito bene ciò che ha detto Wil, portare rispetto? Ci mancherebbe altro, tsk! Silenzio.
Wil non si muove, guarda ovunque, ogni tanto guarda Airin che dentro sta per esplodere e per stare tranquilla guarda al di là della strada quattro amici che si salutano prima di andare ognuno a casa.
- Puoi anche scendere, tanto non ha senso stare ancora qui, buonanotte Wil...- dice Airin, un po' dura e con la voce rotta dalle lacrime che non deve far scendere, non deve.
- Buonanotte Airin...- Wil chiude la portiera e Airin parte via, all'istante, non un secondo di più sotto quella casa, non un secondo di più vedere la sua persona.
E si lascia ad un pianto che fa fuoriuscire tutta la tensione accumulata, tutto quanto avrebbe voluto dirgli e dargli ma non c'è stata l'occasione, l'occasione, quella che quando vuoi non arriva mai e quando ne fai volentieri a meno, ti sovrasta.
Una notte dolce al sapore di malto e dura come il freddo di Novembre che sta per avanzare. Airin è così, non può tenersi dentro le parole, i sentimenti e ci prova, un ultimo saltino che già sa quanto sia inutile per poi guidare veloce fare le scale e buttarsi nel letto. Avvolta da un piumino troppo pesante, troppo caldo, Airin dorme male, dorme poco e sogna tanto.
"Io, te, la tua ragazza e qualche amico arriviamo su in montagna, facciamo la coda per prendere gli snowboards, poi tu esci, sparisci e rimango li con la tua ragazza, a farci quattro risate guardando quegli snowboard a forma di lavagnetta cancellabile. Poi mi alzo, esco e ti cerco. Sei seduto su una panchina, sullo schienale e stai fumando, guardandoti in giro.
- Ehi Wil! Ma che ci fai qui? Io son rimasta dentro con la tua ragazza, che come si chiama?- dico io
- Elena, uhm... Elena. Devo farle un altro regalo- dici tu.
- Perchè cosa le hai già comprato?
- Una cosina, ma mi vergogno...
- Ma smettila, cosa le avrai mai preso?
- Un completino intimo, ed io sorrido pensando che proprio non ti ci vedrei a comprare un completino intimo malizioso.
- Il problema è che quando lo indossa io penso di far l'amore con te.
Strano che Elena non sia ancora uscita a cercarti, a cercarmi. . . Credo di aver sentito qualcosa tipo un solletico improvviso, perchè siamo scoppiati a ridere entrambi e mi son appoggiata sulle tue gambe perchè ridevo, ridevo di gusto, di cuore. E poi ho alzato lo sguardo e mi hai preso il viso tra le mani e mi hai baciata Wil, mi hai baciata così tante volte che mi girava la testa, che tutta questa neve intontiva. Poi sottovoce nell'orecchio mi hai detto:
- Faccio sempre un sogno, tu che porti via il tuo bambino e vieni da me e facciamo l'amore per ore e ore per poi ritrovarci distesi e nudi su un grande letto e tra di noi, il tuo bimbino.
Poi mi hai baciata ancora ed io con la coda dell'occhio ho visto che arrivava Elena e mi son staccata, ma non in tempo.
- Ragazzi, io scendo perchè gli altri son rimasti bloccati per un problema all'auto e vado a recuperarli, voi rimanete qui?. Uno sguardo tra di noi mentre lei va via."
Airin si sveglia, si sveglia di soprassalto. E nel buio della sua stanza si ritrova dentro alla conferma delle sue lacrime.
"Era solo un sogno, ma...".
Diversi.
Come il sole e la luna.
Diversi.
Come il mare e la terra.
Io così buia.
Tu così splendente.
Mi lascio rapire dalla notte tiepida, mi lascio rapire dalla voglia che sento nelle mani.
Mi porti nella notte tiepida, dopo giorni infiniti in assenza di noi.
Paura di tutto, delle ombre, dei rumori e non mi soffermo a pensare a noi, li, di nuovo.
Delusione che faccio salire e mi rendo conto di quanto la mia testa sia così patetica.
Non voglio averla, plasmala, sempre, ogni giorno, ogni ora, come sai fare, plasmala e plasma il mio cuore, arrotondalo, scioglilo.
Prendilo tra le tue grandi mani e riscaldalo.
Ha bisogno di questo ritrovo, di questa violenza e passione che si libera in modo semplice.
Hai bisogno di questo ritrovo, di questo amare senza fermarsi, senza chiedere se si può, se va bene così.
Occhi negli occhi.
Seduto.
Sopra di te, mi fermo. All'improvviso.
Occhi negli occhi.
Stanotte sei mio. Stanotte sono tua.
Penso e lui sussurra qualcosa.
-Ti voglio, sempre, ancora.
L'odore della tua pelle.
Questo voglio ricordare per sempre.
L'odore della tua pelle, del tuo sudore mescolato al mio.
I tuoi occhi che si assottigliano quando spingi, i tuoi occhi che si chiudono quando ti ecciti e la tua testa che cade all'indietro.
Stanotte non voglio perdere niente, nessun particolare.
Sto bene come sto, dove sto, con chi sto.
Spegni la luce.
La nostra diversità non è un limite, ci ha portato fino qua.
Stanotte spengo la luce e sto come sto.