
Trasportati come dal vento, leggiadri e silenziosi.
Forse davvero il silenzio ferisce, forse davvero il silenzio risulta essere l'unica alternativa a non ferire direttamente.
Ma cosa è giusto?
Lei rimane con un piede di qua e uno di là, in un "là" che non conosce e che le va bene così.
Lei rimane incredula di cosa è capace di fare, quando dentro le esplode il mondo, il cuore.
Perché, nella notte che la sta rapendo, pensa a tutto e pensa a niente.
Pensa a cosa è giusto fare, dire, mangiare, lettera e mettiamoci testamento.
Poi, con il sospiro che la contraddistingue in momenti tesi, si lascia andare.
Nulla e nessuno è giusto, in questo mondo.
Esistono solo cose e persone più adatte di altre.
Mettiamola così.
Sospiro.
L'importante è ricordarsi chi si è, cosa si vuole.
Non ci si deve nè accontentare nè lasciarsi sopraffare dalla malinconia.
Lei ora ha trovato un perché.
Lei ora sa che bisogna solo ascoltare il cuore, che bisogna solo seguirlo, anche a costo di sbatterci la testa, sa che nulla è perduto e se così davvero fosse, almeno non ha messo davanti ai suoi piedi la paura di rimanere ancora con se stessa.
Osare.
Osare.
Osare.
Cosa si ricava a rimanere nell'ombra, aspettando, sperando, agoniando?
Osare.
Osare.
Osare.
Una volta in più, una volta di più. Sentire la testa girare e sapere di poter avere ancora mille possibilità.
In questa notte, che per paura lei attraversa con passo svelto, in questa notte che sa di passato e d'estate, lei ha capito l'unica cosa certa.
Non la casualità, non il ritrovamento, non la puntualità, non la ricerca, non la paura, non l'età e neanche il tempo fanno di quell'evento, l' Evento.
Ma la passione.
Strana, piena di contraddizioni, spesso egoista, aggressiva, di larghe vedute, con reazioni inaspettate, spontanea. Difficile e particolare compagna, molto passionale e geloso, non transige.
E lei è noce. E lei è passione.
Lei è noce tagliando la notte in due, lei è noce con un piede di qua e uno chi lo sa.




