sabato 3 novembre 2007

GIUSTO GIUSTO 2 PAROLE.

Io non ci posso fare nulla se non riesco a stare zitta, se preferisco chiudere i rapporti e mandare a cagare persone che a distanza di un battito di ciglia, mi deludono.
Perchè la lista è lunga, davvero lunga. Non ci avrei mai creduto che arrivassi a tanto.
Invece si e poco me ne frega. Perchè si arriva ad un punto in cui il "sopportare" diventa divino ed io, divina, lo son ben poco.
Inutile far finta che io sia importante. Inutile far finta che ve ne importi davvero qualcosa di me.
Se l'unica cosa che sapete fare è dire "che fine hai fatto?" senza aver mai, e dico mai, alzato la cornetta o citofonato, solo per accettarsi che non sia finita da qualche altra parte.
Siamo tutti capaci a capire chi ci serve vicino in un determinato periodo ma si dovrebbe essere capaci ad usar le persone con astuzia. Perchè poi, tutto torna, tutto si ribalta e magari sarete voi un giorno, la medicina. Che però, una volta finita, non la ricomprerete più.
Io a volte sembro ingenua. A volte lo sono davvero. A volte voglio farla, per vedere fino a dove certe persone si spingono. Perchè secondo lei io non lo sapevo che ha alzato la cornetta dopo 4 mesi di silenzio ed ha fatto l'amicona solo perchè si era lasciata con il fidanzato?
Quel fidanzato che l'altra sua amichetta si è fatta quel paio di volte e di cui lei non sa nulla.
Secondo lei ho interpretato tutto questo come reali gesti di amicizia? A volte, si, ci ho creduto, che forse una cosa del genere potesse riavvicinare, ma poi mi vien da ridere.
E rido, rido. Perchè tutto è patetico.
Perchè, come ogni storia , lei si riavvicina al suo ex non avendo coraggio di guardare avanti voglia di conoscere gente nuova forza di volontà di dire BASTA e tutto sembra crollare, lei sta male e si chiude e non ti chiama più. E non ti chiama perchè lei deve riconquistarlo e tu non le servi più.
Tu, amica sempre disponibile che gli hai dato l'appoggio necessario per camminare a testa alta all'inizio, davanti a lui, per dire "fottiti" salire in macchina e andare a fare baldoria, tu, non le servi più a questo punto della storia.
Perchè sei troppo allegra, perchè sei troppo emancipata, perchè sei troppo single, perchè sei troppo "saliamo in macchina e andiamo dove ci porta il cuore".
FOTTITI. FOTTETEVI. STASERA DAVVERO, BASTA.
Non voglio scuse, non voglio una parola, perchè scatta la litigata, lo so. Poi per giunta, son pure nel mio periodo X, quindi, ho il litigio facile.
Io non ho messo il muso fuori casa due settimane. A nessuno è importato qualcosa. Si, alcuni hanno notato la mia assenza ma solo alla mia breve comparsa fatta ieri, dandomene atto. Mica prima, mica mentre passavo la notte ad aprire scatole del passato e stare male, mentre sentivo dentro le morse,mica mentre la mia apatia mi conduceva in strade strane e tortuose. No, ma va. Io ero semplicemente sparita. Come perchè dove e quando a nessuno gliene fregava un bel nulla.
Davide, solo Davide, ha fatto in modo che uscissi, che prendessi quella boccata d'aria e d'ossigeno che mi ero scordata di fare da un po'. Solo lui. Solo lui ha capito quanta debolezza avevo dentro, quanto bisogno avevo di sentire che potevo fidarmi di qualcuno. Anche solo per poche ore. E per di più di un qualcuno che fisicamente non c'era stato fino a quel momento. Quel Davide che ho conosciuto in un momento un po' così, che mi ha telefonato mentre guidavo e singhiozzavo, che mi ha detto sempre, dal primo istante, di non smettere mai di trasmettere la mia allegria, la mia forza. E adesso dopo quel piccolo passo in cui io, come un bimbo appena nato piange facendo il primo respiro, ho ritrovato un pezzo di me stessa che avevo lasciato da parte, ho come l'impressione che lui sarà sempre una presenza, attiva, delicata, silenziosa, divertente, testarda, dolce, pimpante nella mia piccola vita. Almeno per ora. Almeno ora.
Mentre parlando al telefono mi manda a stendere, poi scoppiamo a ridere e attacchiamo.
Le persone è vero che ci vengono date e alcune ci vengono portate via, in modo più o meno permanente. Chiaro che però, se il rapporto è un reale e puro rapporto, resiste a tutto. TUTTO.
Io e Betta. Io e Cla. Io e Pau. Quante cose ci separano, fisicamente. Ma dentro qualcosa di noi, fa parte dell'altro e viceversa. E sarà così per sempre.
Con loro tre, sarà così.
Ed ora vado, in balia delle onde, pronta a riconquistare il mondo...
...I'm back....



giovedì 1 novembre 2007

SORPRESE HALLOWEENIANE.

Ci si chiede da che parte arriviamo e verso dove ci dirigiamo.
Stanotte è stata una sorpresa dopo l'altra.
Ed ho trovato in me quella sensazione magnifica di rimanere da sola tra migliaia di persone e trovare sempre qualche viso conosciuto da salutare, abbracciare, con cui ballare.
Fare coda per un'ora e arrivare al bancone e sentirsi dire "sono le due e venti, serviamo solo più analcolici!" e dentro pensare che è proprio una cazzata la legge italiana, tutta la legge, tutta questa Italia che giorno dopo giorno affonda e nessuno fa altro che procurare ulteriori falle per farla colare a picco ancora prima, perchè se uscissi da quella discoteca, girato l'angolo il primo pub mi darebbe subito una Super Storm da 9 gradi. E sarei a posto.
Quest'amico che era stato sin da subito una sorpresa, una persona nella quale trovare conforto, nella quale trovare parole giuste al momento giusto, che però era stato telematico fino a domenica scorsa ed invece adesso ci ballo vicino e guardo da vicino i suoi occhioni blu. Sentire nell'aria un po' appiccicosa che nonostante tutto, la serata sta andando come deve andare.
Amiche che non vedevo da tempo, che saluto senza smettere di ballare la mia "Shining Star", lei che mi ha cercato due ore e alla fine mi ha trovata e la prima cosa che mi ha detto è stata "Dobbiamo vederci di più, sabato si va a ballare tra donnine!".
Poi, chissà. Egocentrismo, troppa convinzione. Ma credo che se non avessi detto che ero li, quel lui non sarebbe mai arrivato, poi così tardi, poi solo per stare mezz'ora,poi per scambiare due parole, poi per uscire quando sono uscita.
E quell'amico con la faccia furbetta che mi lanciava occhiate!
Nessun bacio ricevuto.
Ma sinceramente, non volevo nulla stasera.
Solo fare un po' di baldoria, recuperare energie, rimettermi in gioco.
E quanto è stato bello uscire, fare un pezzetto di Corso Vittorio e andare dai miei amici che nel frattempo si erano dati all'alcol? ("tanto guida Ire!")
E ridevano, e ridevano, e cantavano canzoncine strane e mi abbracciavano. Loro, che conosco da un anno.
Sorprese stanotte.
Perchè tolto un paio di visi che conosco da un po' di tempo e il che non vuol dire che esiste con essi un reale rapporto attivo di frequentazione-amicizia, tutti gli altri son stati visi di persone conosciute da poco.
Che però mi han dato tanto.
Sorpresa. Forse Halloween è nel contempo mostruosa e magica notte.
Perchè nel guardarmi attorno, mi stupivo di stare bene pur non avendo certe persone vicine.
Forse perchè quelle persone non sono state così forti o così mature o semplicemente così amiche da sopportare certi momenti difficili. E non parlo della mia piccola Topolina, perchè a noi potrebbe separare un oceano ma nulla cambierebbe. Parlo di altre persone, quelle che ti danno l'ossigeno una sera e il giorno dopo te lo strappano via perchè serve a loro.
Un po' come questa Italia. Culla di demoni. Ventre molle dell'Europa. Io mi schifo a vivere in un Paese denominato "ventre molle" rappresentando in modo chiaro e reale lo schifo che gli altri Paesi gli associano.
Ma.
Stasera.
Sorprese. Per prima arrivate dal mio cuore dalla mia forza che avevo temuto di aver esaurito del tutto.
E poi da tutti gli amici che han trascorso con me questo mio "ritorno".
Grazie a tutti loro e soprattutto a lui, che sa!


mercoledì 24 ottobre 2007

SPROLOQUIO.

Ok ok.
Potrei capire il perchè.
Di questa specie d'ansia.
Però dannazione, tutto riporta a due malefici anni fa.
No, dico, non l'anno scorso, dove ho vissuto per bene un presente bizzarro.
No.
Due anni fa.
Giuro che se il sette Novembre compare la nebbia, io prendo la macchina e vado sotto ad un palazzo. E chiamo. E voglio una risposta.
Solo se ci sarà la nebbia.
E nonostante il diluvio di oggi, adesso, tra le nuvole, compare lei.
La mia Luna.
Quasi piena.
Capisco la mia ansia. Io sento il suo influsso.
Pazza? Strega? Folle?
Non lo so. So solo che con la Luna piena dentro si smuove tutto.
E poi.
Non sposto lo sguardo un po' più in là?
Dico io, con tutta sta pioggia proprio a quest'ora si rasserena?
Vedo. Vedo Superga.
Alta, imponente, magnifica.
E rivai indietro di due anni.
Scrollo la testa come se così riuscissi a buttare fuori tutti questi pensieri in surplus.
Ma se facessi un paio di collegamenti, potrei arrivare ad una "soluzione" di questo tuffo.
All'indietro.
Carpiato.
Intrecciato.
Ingarbugliato.
C'è qualcuno, adesso, che senza una reale somiglianza, mi ha portato a quel passato.
Forse la stranezza.
Forse le cose dette.
Forse il modo di stare sotto le coperte, la prima volta.
Fossette. Adorate fossette.
Fatto sta che dopo la pioggia torna sempre il sereno.
Ora.
Non so dire se un sereno prolungato o un finto sereno.
Ma che importanza ha.
Stare bene, è quel che conta.
Come, dove e con chi non importa.
Tutto è un passaggio verso un'unica meta.

venerdì 19 ottobre 2007

COLPO DI FULMINE.

Oggi una persona che ogni tanto mi scrive qualche messaggio su myspace, ha voluto sapere la mia sul colpo di fulmine.
Una definizione, non di quelle stupide e banali.
Qualcosa di mio, di strettamente mio e personale.
E dopo una giornata in pieno centro, dopo sei ore di corso di formazione, dopo aver avuto al fortuna di aver un formatore non solo affascinante ma ammaliatore ed intelligente,
direi che era proprio quello che ci voleva.
COS'è UN COLPO DI FULMINE!?
Innanzitutto direi una miriade di cose.
Non è solo una cosa, chiaro soprattuto un'unica cosa che sta bene a tutti.
Per me è
come pensare ad una persona che non si vede da anni e trovarsela davanti, in mezzo ad una qualunque via del centro...
... è come pensare ad un amore passato e qualcuno in quello stesso istante ti scrive un pezzo di canzone e ti lascia senza parole...perchè è quella "vostra" canzone...
... è un colpo di fulmine... già. Arriva così all'improvviso...
Tra un cuore appena spezzato e occhietti pieni di lacrime. Arriva ma a volte non si ha la capacità d'individuarlo come tale.
O forse lo si nega.
Colpo di fulmine... come aprire la scatola dei ricordi e nel tirare su un forchetta gialla, risentire quei profumi e quegli odori.
Ed essere invasi da una così travolgente voglia di sentire l'odore della sua pelle.
Son tante piccole cose. Anche solo passeggiare per strada e sentirsi catapultate in una giornata già vissuta.
Che dentro fa sentire una strana emozione.
Non credo ai colpi di fulmini o perlomeno, ci credo ma come tali, riservati per assaporare il tutto nel più breve tempo possibile per poi abbandonarsi di nuovo a se stessi.
Perchè è ben diverso un amore. Che nasce in modo cauto, magari da interessi comuni, magari dopo anni di amicizia.
Il colpo di fulmine non lo vedo come qualcosa che dopo l'esplosione possa poi mettere reali radici.
Non riesco proprio, ma ciò non esclude la possibilità che possa succedere, chiaro!
E voi, che ne dite ragazzi e ragazze, signori e signori...
QUESTO COLPO DI FULMINE, A COSA ASSOMIGLIA?
COS'è PER VOI IL COLPO DI FULMINE!?

giovedì 18 ottobre 2007

SOGNO DI UNA NOTTE DICIASSETTINA AUTUNNALE.

Partire con la convinzione che stanotte succederà qualcosa.
Per poi cancellare quel pensiero, nel sentirsi troppo poco pudiche, procedendo tra curve lievemente in salita.
Ma dentro frema qualcosa. Questa volta, se ci sarà la sorpresa, sarà ancora più dolce.
Pensieri, pensieri, soltanto pensieri mentre la macchina taglia il buio e una leggera foschia comincia a bagnare la strada.
Parcheggia e si incammina sulla ghiaia chiassosa fino ad un cancello altissimo e bianco.
Un saluto che aspettava da tempo.
Una botola di pensieri.
Entrano in casa, una luce soffusa proviene dalla stanza da letto.
Seduti sul letto, si chiedono cosa è successo in quell'arco di tempo.
Ogni tanto, imbarazzata, prende il libro che lui stava leggendo prima del suo arrivo.
Atteso arrivo.
Nell'aria c'è aria di passione, di voglia, di dolcezza mescolata ad un presente sconfinato.
Lui si avvicina e la lascia senza parole, baciandola.
Circondando il suo corpo con le sue gambe, mentre i busti eretti si avvicinano e altri baci esplodono.
Due botole di pensieri.
"Stavo leggendo Baricco e mi è venuta voglia di te..." dice lui, guardandola e avvolgendola.
Con quella dolcezza che lei si portava dietro dalla volta precedente.
Si, due botole di pensieri ma tutti fermi in quello spazio.
Nessun pensiero fuggito chissà dove, collegato a chissà chi.
Bocche che scoprono lembi di pelle tenuti nascosti dai vestiti autunnali.
Un tepore che ha permesso a lui si assaporare il corpo di lei.
Nessuna parola. Nessuna parola.
Esattamente come lei voleva.
I loro corpi cominciano a danzare nella dolcezza, nella delicatezza e nella lentezza.
Un ritmo calmo, privo di un necessario bisogno di raggiungere tutto e subito.
Un ritmo giusto da permettere di scoprire qualcosa di piacevole.
Si amano.
Lui su di lei la guarda negli occhi, la bacia e non smette mai di farlo.
Per timore che l'incantesimo si spezzi.
Lei sotto di lui, lo guarda e pensa che davvero a volte succede quello che lei brama con tutta se stessa.
Perfezione.
Silenzio. I respiri sono affannati.
Sotto le coperte lui rimane su di lei, appoggia il suo volto tra il suo seno.
Per poi spostarsi delicatamente di lato, tenerla vicino e guardarla.
Silenzioso.
Lei, timida in un'occasione del genere.
Un vagone di pensieri.
Cosa dovrà dire? Cosa dovrà fare?
Imbranata persino ai suoi occhi, accenna qualche stupida frase senza un reale significato.
Lui la guarda. Ancora nessuna parola.
Poi, in risposta a lei sussurra: "Perchè pensi sempre al passato?".
Staccato.
Il vagone di pensieri si è staccato di colpo.
Lei si aspettava qualcosa che c'era stato ma che non c'è, stasera, per fortuna.
Lui avrà mentito?
Lei non lo sa. Ma di certo, stanotte, lui non ha voglia bisogno di tuffarsi nel passato.
Sta bene dove sta.
Li, sotto le coperte con lei al suo fianco.
E non resiste, stanotte lui non riesce a resisterle.
E la bacia e l'avvolge e l'ama ancora, ancora.
Come conferma che stanotte è solo loro.
Intrappolata in una data che a lei fa sorridere.
Perchè il suo 17 le ha portato di nuovo fortuna.
Per il gusto dolce che rimane in bocca dopo aver fatto il letto e averlo guardato negli occhi.
Parlare di qualche cosa in modo semplice senza chiedersi perchè.
Perchè questa strana attrazione li ha attirati a se,
lui e lei, sconosciuti passanti in un mondo a volte troppo stretto a volte troppo grande.
Un bacio sulla fronte di lei.
Lui chiude il portone di legno e lei si dirige verso il cancello bianco.
Ha lo stomaco pieno di farfalle.
Gli occhi illuminati di una luce quasi dimenticata.
Lei non ha più pensieri, solo una domanda.
Perchè mai quel Lui ha questo potere di farla stare bene senza che si facciano passi più lunghi della gamba?
In bilico tra il volere e il non potere.
Guida, con sicurezza.
Stanotte è stata la sua notte.
Di gioia, di dolcezza ,di passione, di ritmi ricercati e mai trovati, di una piccola complicità scoperta.
Sentirsi desiderate. Lei ha bisogno di affetto.
Ma non lo cerca e non lo vuole da nessuno, le basta quello che riceve sporadicamente da lui.
Un bene puro, folle, strano.
Stanotte lei girerà nel letto senza chiudere occhio.
Girerà ripensando al profumo della sua pelle e alla sensazione che ha provato il suo corpo.
Stanotte lei sarà invasa da tutti i pensieri che poco prima si erano staccati di colpo.
Ma il risveglio, nonostante tutto quanto, le porterà una ventata di buoni sentimenti.
Racchiudendo dentro se tutto quello vissuto con una passione mielata e tanto attesa.
Lei. Lui. Cuori in mezzo ad una tempesta. Che ogni tanto esplodono all'unisono,
mescolandosi tra lenzuola e dolcezza.




mercoledì 10 ottobre 2007

IL PASSATO TORNA PER DIRMI ADDIO.

Attimi. In cui tutto ritorna, spalancando le porte del cuore, della mente, sovrastando ogni pensiero. I cancelli chiusi ormai da un paio d'anni si lasciano tirare giù a suon di spintoni, a suon di note che, all'improvviso, invadono nuovamente l'anima.
Non c'è un perchè, non ci sono spiegazioni valide. Malinconia, l'unica parola che ho trovato sfogliando tre dizionari della lingua italiana e cinque dizionari dei sinonimi e contrari. Nient'altro che fottuta malinconia.
Accorgersi delle cose, dei sentimenti provati è stupendo. Rendersi conto di essere state innamorate una sola ed unica volta, mentre in quel momento tutto era vissuto un po' più leggero, qualche ansia ogni tanto, ma nulla di così profondo da definirsi amore, nulla di così stabile e duraturo da definirsi innamoramento.
Ed invece percorrendo altri sentieri una volta abbandonato quello, o per meglio dire, una volta perso quell'unico sentiero di amorevole passione di folle lucidità, si capisce che nulla di quello vissuto ha avuto la stessa intensità.
Mi manca e non ci posso nulla. Mi fa rabbia pensarlo e non perchè so che lui ama e condivide quel suo letto con una nuova ragazza, ma perchè so che probabilmente non mi ha pensato neanche una volta.
Gli amori che lacerano il cuore sono sempre poco corrisposti. O quelli incasinati, o quelli che un giorno è rosa e fiori e l'altro buio pesto. Mai quelli colmi di piccole litigate che finiscono sempre a letto per "fare pace" dice qualcuno. Quegl'amori sono amori ma mancano d'intensità.
Non potrei farne a meno. E' come una cosa essenziale, fondamentale di tutte le cose che vivo, di tutti i sentimenti vari che provo, di tutte le cose che scelgo. Dal colore dei bracciali al profumo. Dal lavoro al bene che manifesto agli amici con abbracci piccoli e soventi.
L'amore quindi, è così. Quando si perde l'intensità, può essere portato avanti a stento, a spinta, a ricarica, come si vuole, ma di certo non va avanti con la passione, con quella passione viscerale che ci porta a vedere il suo volto ovunque, a sentire necessario vederlo silenzioso steso sul letto, mentre fuma una canna e ascolta a volume moderato miti di un'altra generazione sentendo dentro un bisogno incontrollabile di rapirlo.
Rapirlo e portarlo via, chissà dove, ma via. Lontano da occhi che giudicano, che rovinano tutto.
Io quell'intensità, quel grado d'intensità l'ho raggiunta solo ora, insieme alla sana razionalità. Forse è stato un percorso, forse dovevo arrivare ad oggi, 10 ottobre 2007, per ammettere nero su bianco e in modo indelebile, quanto l'ho amato, quanto sono stata innamorata e quanto mi sono sentita innamorata anche dopo mesi, nel vederlo nella mia aula 35. Forse tutti gli incontri avvenuti dopo lui, per quanto mi abbiamo magari scaldato il cuore d'inverno o dato una boccata d'aria fresca d'estate, non sono stati altro che virgole del mio percorso, per giungere fino a qui.
Per giungere alla consapevolezza, per giungere al mio cospetto, buttare l'orgoglio e dirmi "SI, NE SONO STATA DANNATAMENTE E MAGICAMENTE INNAMORATA!"; come per mettere quel punto che credevo di aver già messo mille volte, ma che a quanto pare, non era un vero e tondo punto nero.
Tutto questo, scatenato da una canzone scritta da un amico,(forse gli ispiravo questa canzone, non so). L'ho letta, dentro son vibrate quelle corde ormai senza polvere, l'ho cercata nelle mie mille cartelle di musica e l'ho ascoltata.
Ad altissimo volume, per riempirmi l'anima di quei ricordi, di quella fuga inaspettata a casa sua in montagna.
In quell'istante ho risentito l'intensità con cui facevo l'amore con lui, la passione che avevo in ogni piccolo gesto che gli dedicavo.
Ma senza rimorsi, senza rimpianti. Solo quella dose giusta di malinconia che sale quando si pensa fortemente a qualcosa che abbiamo vissuto con tutto noi stessi.
Probabilmente c'è un motivo perchè quest'anno e non l'anno scorso mi è salito tutto questo; dopotutto l'anno scorso, in questo periodo, lui era venuto a salutarmi, essendosi accorto di essere compagni di corso. E lì, giuro, mi sono saltati i nervi, tant'è che ha preso lui la decisione che stavo valutando io, cioè saltare più lezioni possibili per non incrociarci. Quindi, penso che potevo accorgermene un anno fa di questo "mio unico innamoramento".
Invece no.
Invece quest'anno. 2007. Il sette, il mio numero portafortuna, sarà? E poi cominciano a venirmi in testa pensieri da matta, fare calcoli su numeri incomprensibili, pensare a cose assurde che se dicessi, mi rinchiuderebbero subito in qualche clinica!
Ora però, una cosa è più che certa.
Mettere in chiaro a me stessa, che l'unica volta che sono stata innamorata è stata con lui, chiude un capitolo che, molto probabilmente, restando aperto così tanto, non mi ha permesso di mettere tranquillità, serenità e sicurezza non solo in me stessa ma in tutte le situazioni affettive che ho vissuto.
Come leggere un libro, innamorarsi dei personaggi, immedesimarsi in loro fino ad arrivare alla fine. Delusione di vedere l'ultima pagina bianca e chiudere il libro. Sentirsi ancora addosso quell'alone provocato dalla lettura, dal vivere la loro vita, riportare ad ogni loro azione una propria azione personale. Per poi arrivare al punto di dire " è solo un libro, questa è la vita vera". Ecco, si.

Ma voglio per me solo una cosa. Trovare quell'intensità. Con una sfumatura diversa, chiaro, ma la stessa
. . . I N T E N S I T A' . . .

sabato 6 ottobre 2007

AUTUNNO E CHISSà.

Mi chiedo perchè. Perchè con tutte le volte che ho perdonato, adesso non ci riesco più. Almeno per quel che riguarda una situazione in particolare. Secondo voi si esaurisce la quantità di perdono donata alla nascita e quindi non avendola dosata, si rimane senza? Non so proprio. Eppure, non riesco a fare finta che non mi abbia ferita.
Perchè l'ha fatto, in modo silenzioso, quello più doloroso.
E solo io so se mi manca tutto quello che c'era. Non è orgoglio, lo so, l'orgoglio lo sfoggio in altre occasioni, nelle occasioni in cui la risposta è solo un silenzio per confermare la mia supremazia territoriale.
Siamo tutti animali, chi più chi meno. Animali che a volte bisognerebbe tenere attaccati ad una catena senza cibo, animali che a volte bisognerebbe far salire sul letto e mettere sotto le coperte nelle notti più freddi.
Perdonare è nell'istinto umano. Istinto che a volte freniamo per proteggerci da un ipotetico nuovo dolore. Perchè essere feriti dalla stessa lama, più volte, distrugge in mille pezzi anche il rapporto più sincero e duraturo.
Ieri sera non mi sarebbe dispiaciuto andare via con tutti quanti, ma ci sarebbe stato un clima semi teso e perchè rovinarmi e rovinare una serata?
Forse l'unica cosa che aspettavo e che forse aspetto ancora è un gesto, un VERO gesto, una manifestazione del suo bene. Perchè le parole, le scuse, me ne faccio poco, davvero poco. Son cose dette all'aria che appena arriva un po' di tormenta, svaniscono. Forse aspetto che arrivi sotto casa mia in bicicletta, che mi prenda a fare un giro, che mi porti su qualche panca e mi dicesse in faccia le cose che per ora mi ha solo detto per iscritto. Mi piacerebbe un suo abbraccio, un suo cercarmi nel momento di crisi. Ci sarei.
Perchè nonostante tutto, pur non avendo ancora razionalizzato perfettamente tutto e non avendo ancora accettato di poter riperdonare una persona per l'ennesima fregatura, non mi tirerei indietro nel momento del bisogno.
Anche se questa persona non c'è stata nei miei momenti di bisogno.
E allora perchè non riuscendo a perdonare riesco a pensare di essere altruista con chi invece mi ha messo nell'angolino più remoto, ricordandosi di me solo dopo l'ennesima litigata amorosa?
A questo ieri sera si sono aggiunti due occhi azzurri che, nella maniera più imbarazzante e patetica, cercando un appiglio in mezzo al mare, mi han salutata "Ciao Ire!". A questo punto, chi mi conosce può confermare. Mi sono voltata, infastidita per aver interrotto un discorso ed ho guardato quegli occhi con un immenso punto interrogativo altezzoso e irriverente, senza dire una parola. Ma come per dire "Non ti fai schifo, dopo tutto quello che è successo l'altra settimana, a far finta di niente? Dopo la tua presa di posizione ridicola nei confronti di una rozza donnetta da quattro soldi recuperata solo perchè non sai stare da solo?".

Arriva l'autunno e con lui tutti i pensieri, tutte le cose da ricordare, da dimenticare, da pensare e sorridere. Un po' di quella paranoia che assale dopo cena, di cui l'unica soluzione è ascoltare buona musica al buio. Senza altre presenze.