Ritrovando pezzi di me stessa.
In questa casa dove sono cresciuta, in questa casa che è stata sempre casa e mai prigione, dentro queste mura che cambiavano colore in base all'umore.
Qui c'è quello che sono stata, quello che sono stata per diventare come sono, qui c'è un profumo che mi colma dentro, qui ci sono i rumori che mi rassicurano, che mi coccolano, qui ci sono le mie strade, i miei colori, le mie montagne, i miei tramonti.
Qui c'è qualcosa che mi appartiene e che non voglio perdere.
Ho paura di dimenticare le emozioni che ho provato tra pareti gialle e viola, ho paura di allontanarmi da non riuscire più a percepire la Sua Presenza.
Si cambia, io sono cambiata, io sono partita.
Ma un pezzo di me è rimasto ancorato a questo paesaggio.
Dall'alto del mio balcone oggi, ho rivisto un tramonto che mi mancava.
Emozionata da un atto che la Natura ha voluto regalarmi.
Forse serve un po' di tempo, credo, spero penso sento.
Cammino a testa alta, continuo a cercare pezzi di me lasciati per strada, e proseguo per questa strada, che mi porterà sempre a casa, per prendere una boccata d'aria e recuperare energia positiva.
martedì 28 dicembre 2010
venerdì 3 dicembre 2010
FLUSSOMUSICALE
Ho bisogno.Di sentirmi scorrere il sangue nelle vene.Alzo il volume di questa sinfonia ritrovata.
Un seguito di sinfonie al pianoforte.
PianoForte.
Ho bisogno di sentirmi elettrizzata,ansiosa,smaniosa,in attesa di qualcosa di grande.
Oggi mi tatuerei di queste lettere.
Ho solo bisogno di mettere nero su bianco qualcosa che mi dia grinta.
Qualcosa che nel guardarlo mi farà dire "Questa sono io".
Ho bisogno.Che la mia testa non si fermi, che le mie mani continuino a scrivere, che il mio cuore riaccelleri, di uscire dal tepore del letergo che ogni inverno mi rapisce, ho bisogno della mia primavera, dei 26 anni che busseranno alla porta.
Scorrono i pensieri,le cose che vorrei svuotare qui dentro, scorrono come un flusso, un flusso di acqua salata.
Ho bisogno del mio spazio del mio tempo di una me stessa che ho perso per strada.
E mi manca, mi manco.
So dove cercarmi, so come cercarmi.
Il PianoForte mi stimola, mi rilassa, mi svuota e riempie, mi emoziona, mi fa tornare indietro e poi avanti e poi indietro e poi avanti.
Uno spegghio riflette la luce bluastra.
Ho bisogno di sporcarmi le mani con le tempere colorate, di fare fotografie a qualcosa che mi fa sentire viva, ho bisogno di ballare, di una canna, ho bisogno di attenzioni, di creare qualcosa.
Chiudo gli occhi.
Questa canzone ne ha viste tante di cose passare, di emozioni, di sorrisi, di lacrime, di persone.
La prima persona è legata ad un sorriso, entrambe su un letto che negli anni sarebbe diventato troppo piccolo, la musica andava e noi crescevamo, insieme, per poi perderci del tutto da un giorno all'altro.
Le altre persone sono state di passaggio, non hanno lasciato un vero e proprio ricordo.
Forse è meglio così. Ora che mi riempio l'anima le oprecchie e la stanza di essa sono libera da tutto e tutti, ascolto il PianoForte e basta, rotolandomi in pensieri miei, di ora, di domani, senza avere punti interrogativi o esclamativi.
Nonostante la debolezza mostrata in svariate occasioni, nonostante i 6 kg persi due primavere fa e i 6 kg persi la scorsa primavera, nonostante le lacrime che escono quando sono arrabbiata, dentro sono un Toro.
Mi piego ma non mi spezzo e nel momento in cui mi ritroverò, tornerò.
Un seguito di sinfonie al pianoforte.
PianoForte.
Ho bisogno di sentirmi elettrizzata,ansiosa,smaniosa,in attesa di qualcosa di grande.
LA FELICITà
è
UNO STATO D'ANIMO
NON UNA META.
____°____
VIVIAMO TUTTI NEL FANGO
MA ALCUNI DI NOI
GUARDANO LE STELLE.
Ho solo bisogno di mettere nero su bianco qualcosa che mi dia grinta.
Qualcosa che nel guardarlo mi farà dire "Questa sono io".
Ho bisogno.Che la mia testa non si fermi, che le mie mani continuino a scrivere, che il mio cuore riaccelleri, di uscire dal tepore del letergo che ogni inverno mi rapisce, ho bisogno della mia primavera, dei 26 anni che busseranno alla porta.
Scorrono i pensieri,le cose che vorrei svuotare qui dentro, scorrono come un flusso, un flusso di acqua salata.
Ho bisogno del mio spazio del mio tempo di una me stessa che ho perso per strada.
E mi manca, mi manco.
So dove cercarmi, so come cercarmi.
Il PianoForte mi stimola, mi rilassa, mi svuota e riempie, mi emoziona, mi fa tornare indietro e poi avanti e poi indietro e poi avanti.
Uno spegghio riflette la luce bluastra.
Ho bisogno di sporcarmi le mani con le tempere colorate, di fare fotografie a qualcosa che mi fa sentire viva, ho bisogno di ballare, di una canna, ho bisogno di attenzioni, di creare qualcosa.
Chiudo gli occhi.
Questa canzone ne ha viste tante di cose passare, di emozioni, di sorrisi, di lacrime, di persone.
La prima persona è legata ad un sorriso, entrambe su un letto che negli anni sarebbe diventato troppo piccolo, la musica andava e noi crescevamo, insieme, per poi perderci del tutto da un giorno all'altro.
Le altre persone sono state di passaggio, non hanno lasciato un vero e proprio ricordo.
Forse è meglio così. Ora che mi riempio l'anima le oprecchie e la stanza di essa sono libera da tutto e tutti, ascolto il PianoForte e basta, rotolandomi in pensieri miei, di ora, di domani, senza avere punti interrogativi o esclamativi.
Nonostante la debolezza mostrata in svariate occasioni, nonostante i 6 kg persi due primavere fa e i 6 kg persi la scorsa primavera, nonostante le lacrime che escono quando sono arrabbiata, dentro sono un Toro.
Mi piego ma non mi spezzo e nel momento in cui mi ritroverò, tornerò.
LAMPO
Ricordo.
Quando mi svegliavo presto la mattina carica di un'energia strana, di un'energia che ogni tanto perdo per poi recuperare al meglio, solo per leggere le tue parole.
Il nostro racconto a 4 mani.
Questo ricordo. La bellezza di creare qualcosa insieme, di semplice e intrigante, ognuno a casa propria, dopo uno, due anni forse.
Ricordo l'intesa delle parole, dei colori, dei personaggi, delle loro emozioni, la voglia di sparire dento un i-pod e poter scrivere, scrivere a più non posso e dovermi controllare per lasciar continuare te.
Questo ricordo di te e mi piace continuare a ricordare, perchè mi fa tornare la voglia di scrivere, perchè mi da la carica per non smettere di creare e allargare questa
Il resto poco conta, il tuo personaggio l'avevo già conosciuto svariate volte, sapevo dunque cosa aspettarmi e cosa la vita doveva farmi incontrare.
Stanotte ho arrotolato i piedi dentro una coperta di pile.
Sfuggevole lampo.
Svanito esattamente come il suo personaggio.
Ho allungato la mano.
Vicino a me, un respiro calmo e tranquillo, un corpo caldo che cercava un contatto con il mio, una mano, un piede, un ginocchio.
Ho allungato la mano e vicino a me avevo la mia gioia, l'amore, la completezza, la mia diversità, il mio tutto.
Ed ho chiuso gli occhi dicendomi che da oggi avrei ripreso il mio sogno nel cassetto in mano.
Quando mi svegliavo presto la mattina carica di un'energia strana, di un'energia che ogni tanto perdo per poi recuperare al meglio, solo per leggere le tue parole.
Il nostro racconto a 4 mani.
Questo ricordo. La bellezza di creare qualcosa insieme, di semplice e intrigante, ognuno a casa propria, dopo uno, due anni forse.
Ricordo l'intesa delle parole, dei colori, dei personaggi, delle loro emozioni, la voglia di sparire dento un i-pod e poter scrivere, scrivere a più non posso e dovermi controllare per lasciar continuare te.
Questo ricordo di te e mi piace continuare a ricordare, perchè mi fa tornare la voglia di scrivere, perchè mi da la carica per non smettere di creare e allargare questa
[parentesi]
di sogni e realtà.Il resto poco conta, il tuo personaggio l'avevo già conosciuto svariate volte, sapevo dunque cosa aspettarmi e cosa la vita doveva farmi incontrare.
Stanotte ho arrotolato i piedi dentro una coperta di pile.
Sfuggevole lampo.
Svanito esattamente come il suo personaggio.
Ho allungato la mano.
Vicino a me, un respiro calmo e tranquillo, un corpo caldo che cercava un contatto con il mio, una mano, un piede, un ginocchio.
Ho allungato la mano e vicino a me avevo la mia gioia, l'amore, la completezza, la mia diversità, il mio tutto.
Ed ho chiuso gli occhi dicendomi che da oggi avrei ripreso il mio sogno nel cassetto in mano.
giovedì 11 novembre 2010
DOPO MOLTO TEMPO.
E mi ritrovo qua, a scrivere nero su bianco, bianco su nero.
Per la prima non a casa mia, per la prima volta in uno stato d'animo diverso dal solito, lontana dagli affetti più importanti, lontana dalla mia stanza gialla e viola, lontana da una vita che è sempre stata colma, così colma come vuota.
A volte si scrivere per buttare fuori il male, a volte per esprimere gioia, altre volte solo per fare invidia o per rilassarsi.
E magari stessero stretti per una gravidanza che lui aspetta ogni mese, ignaro di quanto problemi ci porterebbe adesso come adesso [ ma ripenso alle parole di lei, che mi ha detto una sera che certe cose le senti e basta, che non stai a pensare ai soldi, a come si farà, alle paure, vuoi solo una creatura che cresca dentro di te].
Allora metto Everything, perchè mi ricorda vagamente un periodo intenso della mia vita, che un po' mi manca. Non mancano le persone con cui l'ho vissuto, manca l'intensità.
Io ero un fuoco, io ero una mina vagante che dove andava lasciava il segno, dentro, fuori, intorno.
Il tempo passa per tutti e mi rendo proprio conto che quando si trova ciò che si è sempre cercato, si cambia.
In tutto. Nel vedere le cose , nel fare le cose, nell'accettare situazioni impensabili per un'anima autonoma e indipendente come la mia.
Metto Everything perchè forse mi ricorda la passione che ci mettevo nel guidare in stradine sperdute solo per andare a bere un buon digestivo alla rosa mentre fuori nevicava, forse metto Everything perchè mi ricorda quanto l'ascoltavo quando credevo che tutto fosse oramai perduto, quando pensavo che fossi una di quelle persone che la gente usa per caricarsi le pile e poi lascia in disparte, metto Everything perchè mi ricorda quando lo stavo perdendo quando lui non aveva più voglia ed io soffocavo i miei pianti dentro ad un cuscino in piena notte e stringevo forse un fazzoletto di carta arrotolato tipo pergamena e mi rivolgevo chissà a chi con questa canzone a tutto volume nelle orecchie... per sparire, per non credere alla realtà
Ecco cosa mi fa.
Mi fa staccare i piedi da terra, tocca quella parte di me rimasta in sordina, quella parte di me che soffre un tot e poi manda a fanculo tutti e ricomincia, ricomincia...
E Dio solo sa quante volte ho ricominciato.
Oggi penso molto, oggi mi vengono in mente mille momenti.
La festa di fine anno alle medie a casa di un amico dove già ci sentivamo grandi girando una bottiglia e aspettando il bacio atteso, le chiacchierate in piena notte nell'atrio di casa mia con un amico, la prima vacanza da sola innamorata e per la prima volta scontrata con la realtà di un categorico no, il primo amore un po' reale un po' platonico, un altro amore che ha lasciato ferite così profonde da trasformarmi, le serate a parlare per ore in macchina, quando ero potente e tutto quello che volevo lo avevo, i miei due anelli, la mia forza vedendo mia madre in un letto d'ospedale per mesi che poi sono diventati anni e assistendo mio padre come una piccola donnina di casa, le mie tagliate sacrosante tagliate dove si scoprivano le prime cose la città la canna l'odore della libertà, la prima volta la prima unica e indimenticabile volta, quando mio padre si confidava con me come se fossi la sua terapista, quando quella persona in mezzo ad una discoteca carica di alcool e ormoni mi prese il viso tra le mani e mi chiese "Sei Felice?", i capodanni in montagna intrappolati dalla neve trascorsi tra wii, poker, coca e martini, foto, risate, ciucche allegre, fuochi d'artificio, grigliate nel camino alle 3 di notte, i concerti che ho condiviso con gente che si è persa lungo il cammino, i giri sull'asta della bicicletta e le cadute in mezzo alla strada che ci facevo ridere a crepapelle e le macchine dovevano suonarci per farci rialzare, il viaggio della memoria e il terno che attraversava praterie innevate, le serate passate con un gruppo di amici a giocare a calcetto, il giorno del mio tatuaggio e la sua motivazione, quando sono entrata nel suo mondo e mi ha fatto credere che fosse anche il mio, la fuga in collina salire sempre più su con i t-max e guardare la città dall'alto sorseggiando una birra ghiacciata e sentirsi al posto giusto con la persona giusta, quando scendendo gli scalini in pantaloncini e canotta ho incrociato il suo sguardo le cose che mi sono passate per la testa in un istante.
Sono piena di emozioni, date da più persone, uomini, donne, amici, amiche, conoscenti, persone passate un giorno per caso e mai più riviste, persone che non hanno capito la loro importanza, persone a cui ho dato me stessa e che hanno preso portato a casa e tanti saluti.
Non sono pentita di nulla, non ho rimpianti, non ho rimorsi, ho l'anima pulita, spogliata di ogni cosa, di ogni sassolino, ho qualche domanda in sospeso ma è solo una spregiudicata curiosità che ora non va accontentata, ne ora ne mai, il tempo c'era c'è stato ora è tardi e non avrebbe senso rinvangare , rinvangare ora che tutto è sepolto e c'è solo tranquillità, serenità, amore.
Il passato lo chiudo in questo stralcio di ricordi, e cantando vecchie canzoni, lo ammetto, penso cosa possano ricordare a lui, ma mi fermo a chiedergli se gli ricorda qualcosa e al suo si immagino e basta così.
Non è bisogno di rinnegare, ma è bisogno di chiudere per sempre certe cose e certe persone fuori dalla porta. Per costruirsi un futuro pulito senza stralci di ricordi che si inseguono come onde nel mare.
Ora ho solo bisogno di sapere che la mia vita sta raggiungendo il suo scopo, ora ho solo bisogno di sapere che le persone a cui ho riposto il mio cuore non lo tradiranno, ora ho solo bisogno di sapere che sono nel posto giusto con la persona giusta.
Tutto il resto, non conta.
Per la prima non a casa mia, per la prima volta in uno stato d'animo diverso dal solito, lontana dagli affetti più importanti, lontana dalla mia stanza gialla e viola, lontana da una vita che è sempre stata colma, così colma come vuota.
A volte si scrivere per buttare fuori il male, a volte per esprimere gioia, altre volte solo per fare invidia o per rilassarsi.
Io scrivo
perchè intrappolata
[ in una parentesi ]
che inizia a stringere
come i pantaloni.
Allora metto Everything, perchè mi ricorda vagamente un periodo intenso della mia vita, che un po' mi manca. Non mancano le persone con cui l'ho vissuto, manca l'intensità.
Io ero un fuoco, io ero una mina vagante che dove andava lasciava il segno, dentro, fuori, intorno.
Il tempo passa per tutti e mi rendo proprio conto che quando si trova ciò che si è sempre cercato, si cambia.
In tutto. Nel vedere le cose , nel fare le cose, nell'accettare situazioni impensabili per un'anima autonoma e indipendente come la mia.
Metto Everything perchè forse mi ricorda la passione che ci mettevo nel guidare in stradine sperdute solo per andare a bere un buon digestivo alla rosa mentre fuori nevicava, forse metto Everything perchè mi ricorda quanto l'ascoltavo quando credevo che tutto fosse oramai perduto, quando pensavo che fossi una di quelle persone che la gente usa per caricarsi le pile e poi lascia in disparte, metto Everything perchè mi ricorda quando lo stavo perdendo quando lui non aveva più voglia ed io soffocavo i miei pianti dentro ad un cuscino in piena notte e stringevo forse un fazzoletto di carta arrotolato tipo pergamena e mi rivolgevo chissà a chi con questa canzone a tutto volume nelle orecchie... per sparire, per non credere alla realtà
Ecco cosa mi fa.
Mi fa staccare i piedi da terra, tocca quella parte di me rimasta in sordina, quella parte di me che soffre un tot e poi manda a fanculo tutti e ricomincia, ricomincia...
E Dio solo sa quante volte ho ricominciato.
Oggi penso molto, oggi mi vengono in mente mille momenti.
La festa di fine anno alle medie a casa di un amico dove già ci sentivamo grandi girando una bottiglia e aspettando il bacio atteso, le chiacchierate in piena notte nell'atrio di casa mia con un amico, la prima vacanza da sola innamorata e per la prima volta scontrata con la realtà di un categorico no, il primo amore un po' reale un po' platonico, un altro amore che ha lasciato ferite così profonde da trasformarmi, le serate a parlare per ore in macchina, quando ero potente e tutto quello che volevo lo avevo, i miei due anelli, la mia forza vedendo mia madre in un letto d'ospedale per mesi che poi sono diventati anni e assistendo mio padre come una piccola donnina di casa, le mie tagliate sacrosante tagliate dove si scoprivano le prime cose la città la canna l'odore della libertà, la prima volta la prima unica e indimenticabile volta, quando mio padre si confidava con me come se fossi la sua terapista, quando quella persona in mezzo ad una discoteca carica di alcool e ormoni mi prese il viso tra le mani e mi chiese "Sei Felice?", i capodanni in montagna intrappolati dalla neve trascorsi tra wii, poker, coca e martini, foto, risate, ciucche allegre, fuochi d'artificio, grigliate nel camino alle 3 di notte, i concerti che ho condiviso con gente che si è persa lungo il cammino, i giri sull'asta della bicicletta e le cadute in mezzo alla strada che ci facevo ridere a crepapelle e le macchine dovevano suonarci per farci rialzare, il viaggio della memoria e il terno che attraversava praterie innevate, le serate passate con un gruppo di amici a giocare a calcetto, il giorno del mio tatuaggio e la sua motivazione, quando sono entrata nel suo mondo e mi ha fatto credere che fosse anche il mio, la fuga in collina salire sempre più su con i t-max e guardare la città dall'alto sorseggiando una birra ghiacciata e sentirsi al posto giusto con la persona giusta, quando scendendo gli scalini in pantaloncini e canotta ho incrociato il suo sguardo le cose che mi sono passate per la testa in un istante.
Sono piena di emozioni, date da più persone, uomini, donne, amici, amiche, conoscenti, persone passate un giorno per caso e mai più riviste, persone che non hanno capito la loro importanza, persone a cui ho dato me stessa e che hanno preso portato a casa e tanti saluti.
Non sono pentita di nulla, non ho rimpianti, non ho rimorsi, ho l'anima pulita, spogliata di ogni cosa, di ogni sassolino, ho qualche domanda in sospeso ma è solo una spregiudicata curiosità che ora non va accontentata, ne ora ne mai, il tempo c'era c'è stato ora è tardi e non avrebbe senso rinvangare , rinvangare ora che tutto è sepolto e c'è solo tranquillità, serenità, amore.
Il passato lo chiudo in questo stralcio di ricordi, e cantando vecchie canzoni, lo ammetto, penso cosa possano ricordare a lui, ma mi fermo a chiedergli se gli ricorda qualcosa e al suo si immagino e basta così.
Non è bisogno di rinnegare, ma è bisogno di chiudere per sempre certe cose e certe persone fuori dalla porta. Per costruirsi un futuro pulito senza stralci di ricordi che si inseguono come onde nel mare.
Ora ho solo bisogno di sapere che la mia vita sta raggiungendo il suo scopo, ora ho solo bisogno di sapere che le persone a cui ho riposto il mio cuore non lo tradiranno, ora ho solo bisogno di sapere che sono nel posto giusto con la persona giusta.
Tutto il resto, non conta.
lunedì 13 settembre 2010
SCHIZZO MATTUTINO.
Certe Amicizie Post Relazionali Possono Essere Tali Fino All'Adolescenza...Quando Fare Le Corna Diventa Semplice Come Aprire Il Frigo E Ingurgitarsi L'Impossibile Dopo Una Buona Canna, Quando Si Promette Amore Eterno E Non Si Vive Che In Funzione Dell'Altro, Quando Si Fanno Pazzie Patetiche.. Oltre Ad Una Certa Soglia Diventa Fastidiosa, Infantile, Una Sfida A Chi Vince Tra Passato E Presente. Diventa Merce Da Mercatino Dell'Usato E Poco Conta L'Importanza Che C'Era. Il Tempo Scorre E Lascia Indietro Ciò Che E' Stato Per Vivere Meglio Ciò Che Sarà.
giovedì 20 maggio 2010
....
A volte vorrei spaccare il mondo, oggi no, oggi vorrei che il mondo mi crollasse addosso prima di stare peggio, prima di vedere l'uomo che amo che guardandomi negli occhi e poi abbassandoli pronuncia quello che mai avrei pensato di sentire.
LA GENTE COMBATTE PER AMORE
quando l'amore c'è, quando si tiene ad una persona, quando sono cose che si possono migliorare, quando non si è ancora dato tutto di se stessi e si sa che si può sistemare questa situazione prima di tutto senza perderla di vista.
TI AMO
e io altro che provare a migliorare pr noi e per stare meglio non posso fare.
Tu, da parte tua, potresti solo crederci, credere in noi, in me, in quello che sono disposta a fare per te. FAcile dire la distanza... ma proprio una persona lontana che è sicura di quello che farebbe per te, che prenderebbe e lascerebbe tutto qui per te dovrebbe farti sentire bene, dovrebbe farti pensare chi hai al tuo fianco... Ti Amo.
Tu, da parte tua, potresti solo crederci, credere in noi, in me, in quello che sono disposta a fare per te. FAcile dire la distanza... ma proprio una persona lontana che è sicura di quello che farebbe per te, che prenderebbe e lascerebbe tutto qui per te dovrebbe farti sentire bene, dovrebbe farti pensare chi hai al tuo fianco... Ti Amo.
domenica 11 aprile 2010
SCRIVO
Sono cambiata più nell'ultimo anno che in tutti i miei quasi 25 anni.
Spaccacuore.
Qualcuno dice che a volte le soluzioni sono tre: accettare, sopportare o andarsene.
Io credo che la soluzione sia solo una.
Provare a mettersi nei panni dell'altro, forse provare a capire cosa si prova veramente prima di correre correre a perdifiato e poi perdersi nella banalità della quotidianità.
Non è facile e tantomeno credevo che lo fosse stato, ma a volte è difficile sentire di remare da soli, a volte è difficile capire come mai una persona cammina verso l'altra più dell'altra.
E la distanza aumenta le paure recondite, quelle mai uscite perchè è una cosa diversa, questa, un sentimento che non si provava da molto tempo e tutto diventa più grande, una risposta con un tono un po' diverso dal solito, una buonanotte messa li senza un briciolo di voglia, di passione, di desiderio, sentirsi meno desiderata, meno voluta.
Noi donne per natura siamo le più paranoiche, quelle che si fanno più pensieri, più castelli, si fanno più tutto, ma a volte, proviamo a soffocarle perchè ci rendiamo conto di quanto siamo banali, poi basta un vostro non gesto, una vostra non attenzione, un vostro stupido orgoglio e via.
Un fiume in piena.
E cresce quello strano sentimento di gioia, malinconia, tristezza, paranoia, felicità, angoscia che commuove, commuove così tanto da piangere sotto la doccia bollente e chiedersi dove si sta sbagliando, se si sta sbagliando, se anche l'altra persona sente il cuore battere forte come senti il tuo.
Quando non sto bene faccio di solito delle cose.
Chi mi conosce, appena vede che inizio "un'azione" sa già.
Scrivo, divento silenziosa, mi taglio i capelli, compro le cose più inutili, leggo e sottolineo le frasi che mi ammazzano, mi prende un ansia che mi fa venire il batticuore e ho gli occhi sempre lucidi e soprattutto alla domanda "come stai?" rispondo sempre "tutto bene!".
Poi con la forza che teniamo sempre ben nascosta, buttiamo via tutti i pensieri e ricominciamo, proviamo a fare gli uomini, proviamo a vivercela easy nonostante voi uomini ce la mettiate tutta per farceli ritornare- quei pensieri.
E si gira pagina.
Si gira pagina perchè si ama e la distanza non può soffocare un sentimento.
Si gira pagina perchè magari con il tempo ognuno capisce i punti deboli dell'altro e cerca di limitarli.
Si gira pagina di un libro che si sta scrivendo. A volte a due a volte a quattro mani.
L'importante è scriverlo insieme.
Spaccacuore.
Qualcuno dice che a volte le soluzioni sono tre: accettare, sopportare o andarsene.
Io credo che la soluzione sia solo una.
Provare a mettersi nei panni dell'altro, forse provare a capire cosa si prova veramente prima di correre correre a perdifiato e poi perdersi nella banalità della quotidianità.
Non è facile e tantomeno credevo che lo fosse stato, ma a volte è difficile sentire di remare da soli, a volte è difficile capire come mai una persona cammina verso l'altra più dell'altra.
E la distanza aumenta le paure recondite, quelle mai uscite perchè è una cosa diversa, questa, un sentimento che non si provava da molto tempo e tutto diventa più grande, una risposta con un tono un po' diverso dal solito, una buonanotte messa li senza un briciolo di voglia, di passione, di desiderio, sentirsi meno desiderata, meno voluta.
Noi donne per natura siamo le più paranoiche, quelle che si fanno più pensieri, più castelli, si fanno più tutto, ma a volte, proviamo a soffocarle perchè ci rendiamo conto di quanto siamo banali, poi basta un vostro non gesto, una vostra non attenzione, un vostro stupido orgoglio e via.
Un fiume in piena.
E cresce quello strano sentimento di gioia, malinconia, tristezza, paranoia, felicità, angoscia che commuove, commuove così tanto da piangere sotto la doccia bollente e chiedersi dove si sta sbagliando, se si sta sbagliando, se anche l'altra persona sente il cuore battere forte come senti il tuo.
Quando non sto bene faccio di solito delle cose.
Chi mi conosce, appena vede che inizio "un'azione" sa già.
Scrivo, divento silenziosa, mi taglio i capelli, compro le cose più inutili, leggo e sottolineo le frasi che mi ammazzano, mi prende un ansia che mi fa venire il batticuore e ho gli occhi sempre lucidi e soprattutto alla domanda "come stai?" rispondo sempre "tutto bene!".
Poi con la forza che teniamo sempre ben nascosta, buttiamo via tutti i pensieri e ricominciamo, proviamo a fare gli uomini, proviamo a vivercela easy nonostante voi uomini ce la mettiate tutta per farceli ritornare- quei pensieri.
E si gira pagina.
Si gira pagina perchè si ama e la distanza non può soffocare un sentimento.
Si gira pagina perchè magari con il tempo ognuno capisce i punti deboli dell'altro e cerca di limitarli.
Si gira pagina di un libro che si sta scrivendo. A volte a due a volte a quattro mani.
L'importante è scriverlo insieme.
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