Una volta scrivevo scrivevo scrivevo.
Una volta avevo tempo per scrivere.
No.
Ancora oggi ho tempo per scrivere.
Ma manca un soggetto. Una storia. Un'emozione. Un'avventura. Un fulmine a ciel sereno.
E neanche riascoltare vecchie canzoni serve a trovare un'ispirazione, un motivo che mi dia il la per inventare.
Quando il fiume scorre e non ci sono affluenti, rocce, cascate, scorre e basta.
venerdì 23 settembre 2011
giovedì 25 agosto 2011
SPASMO
Chissà come mai scrivo sempre.
Quando sono in questa casa.
Da sola.
In compagnia di un sottofondo scelto non a caso.
Una serie di canzoni che mi ha accompagnato in un periodo così intenso e colmo che mi stupisco che non sia mai esploso.
O forse è esploso ed è per quello che mi sono sentita smarrita.
Quando sono in questa casa.
Da sola.
In compagnia di un sottofondo scelto non a caso.
Una serie di canzoni che mi ha accompagnato in un periodo così intenso e colmo che mi stupisco che non sia mai esploso.
Quante cose ho lasciato per strada, quante cose ho trovato.
Io ho passato molti anni legata al passato ed è stato doloroso capire che era la cosa peggiore che potevo fare.
Sperare che le persone
TORNASSERO,
NON CAMBIASSERO,
RIMANESSERO NELLA MIA VITA esattamente COME PRIMA,
in una PRESENZA costante di cui non potevo,
NON POTEVO
fare a meno.
Combattevo con il presente PER DARE SPAZIO AL MIO PASSATO e il mio passato che a volte tornava che a volte non cambiava che a volte rimaneva mi risucchiava in un vortice che alla fine, INCONSAPEVOLE, mi faceva perdere la bellezza del presente, mi faceva perdere le cose a cui tenevo di più e che avevo li in quel momento per me da toccare con mano.
NON CAMBIASSERO,
RIMANESSERO NELLA MIA VITA esattamente COME PRIMA,
in una PRESENZA costante di cui non potevo,
NON POTEVO
fare a meno.
Era un modo di non cambiare il mio, era un modo di pensare che se le cose rimanevano invariate io rimanevo la stessa Irene.
Ma dentro ogni giorno morivo un poco credendo che in quegli scheletri potevo trovare serenità tramite una canzone, un ricordo, una mail, qualche messaggio.
Chissà come mai la gente ha così paura di accettare i cambiamenti, di accettare il presente mettendo da parte il passato.
Ho combattuto e ne sono uscita vittoriosa.
Senza rimpianti ne pentimenti.
Ricordo sorridendo chi è entrato nel mio cuore.
Alcuni sono usciti alcuni li ho fatti uscire altri sono in sospeso.
Ma nessuno intralcia con il mio presente.
Nessuno ha un sentimento così intenso da non poterne fare a meno.
Se non si può farne a meno allora, siamo intrappolati nel passato.
Sono qui, che ascoltando a ripetizione Hallelujah, lascio scivolare pensieri contorti, poco pensati prima di metterli nero su bianco, lascio parlare una parte di me che viene fuori solo nelle mie parentesi.
C'è qualcosa di grande la fuori che mi aspetta.
E non abbasserò più la testa.
Ne per me ne per nessun altro.
C'è qualcosa di grande la fuori.
Esco e vado a cercarla, seguendo una piccola stella senza cielo.
martedì 2 agosto 2011
CHIARO E TONDO
A volte deve passare tanto tempo, tanto. Ed essere fuori dalle situazioni, fuori completamente. Bisogna averle messe da parte o bisogna che qualcuno l'abbia fatto per voi.
Per notare certi particolari, per vederli chiari e tondi davanti a voi.
Tipo prendere in mano un vecchio cd che non ascoltavate da tre? quattro? anni e farlo partire e vedere tutto com'era e non come lo vedevate.
Eravate voi quelle romantiche eravate voi quelle che avevano avuto paura di provare un sentimenti più profondo che semplice amicizia. Eravate convinte che eravate voi il pericolo per rovinare quella relazione, voi e non lui.
Invece ora vedete tutto come era.
Lui in voi aveva trovato un'isola felice. Vi aveva salvate mentre stavate colando a picco, mi aveva salvate con sorrisi, affetto, presenza costante.
Da subito lui con voi era semplicemente lui e ve lo faceva notare: poteva parlare, sfogarsi, ridere, fare lo sciocco se alzava i gomiti, fare discorsi sul sesso senza imbarazzarsi, poteva passare una serata da solo con voi senza saltarvi addosso ma avendo sempre un contatto.
Ora è chiaro.
Non eravate voi il pericolo che poteva rovinare quell'amicizia stupenda, era lui.
Lui che vi chiedeva i pareri sulle ragazze e poi il giorno dopo era sotto casa vostra con un cd romantico per voi e libero, perchè ci aveva pensato bene ed avevate ragione, quella li non era fatta per lui.
Era lui che portava a casa prima la fidanzata di turno e per ultima voi perchè non poteva non fermarsi a ricordare la serata.
Era lui che, provocato, era tornato sotto casa vostra e vi aveva travolte ma eravate state voi a fermarvi e il giorno dopo a fare finta di nulla, solo un sorriso malizioso come per dire "è stata una parentesi ma non è il caso".
Poi tutto cambia.
Lui finalmente trova la donna della sua vita e si allontana, ogni giorno di più. Fino a che voi non lo vedete più neanche all'orizzonte.
Tante domande, tanta amarezza.
Lui era stato importante e di certo tutto vi aspettavate tranne che vi chiudesse fuori.
MA oggi potete capire il perchè della sua scelta.
Per quanto lui - soprattutto all'inizio- fosse innamorato di un'altra donna, vi temeva.
Sapeva che con voi era un soggetto debole, che avrebbe potuto cedere alla vostra persona e chissà perchè non poteva.
Quindi, oggi, rasserenatevi.
Non siete state voi la causa.
Ma lui, che inconsapevolmente, vi amava senza ammetterlo neanche a se stesso.
Per notare certi particolari, per vederli chiari e tondi davanti a voi.
Tipo prendere in mano un vecchio cd che non ascoltavate da tre? quattro? anni e farlo partire e vedere tutto com'era e non come lo vedevate.
Eravate voi quelle romantiche eravate voi quelle che avevano avuto paura di provare un sentimenti più profondo che semplice amicizia. Eravate convinte che eravate voi il pericolo per rovinare quella relazione, voi e non lui.
Invece ora vedete tutto come era.
Lui in voi aveva trovato un'isola felice. Vi aveva salvate mentre stavate colando a picco, mi aveva salvate con sorrisi, affetto, presenza costante.
Da subito lui con voi era semplicemente lui e ve lo faceva notare: poteva parlare, sfogarsi, ridere, fare lo sciocco se alzava i gomiti, fare discorsi sul sesso senza imbarazzarsi, poteva passare una serata da solo con voi senza saltarvi addosso ma avendo sempre un contatto.
Ora è chiaro.
Non eravate voi il pericolo che poteva rovinare quell'amicizia stupenda, era lui.
Lui che vi chiedeva i pareri sulle ragazze e poi il giorno dopo era sotto casa vostra con un cd romantico per voi e libero, perchè ci aveva pensato bene ed avevate ragione, quella li non era fatta per lui.
Era lui che portava a casa prima la fidanzata di turno e per ultima voi perchè non poteva non fermarsi a ricordare la serata.
Era lui che, provocato, era tornato sotto casa vostra e vi aveva travolte ma eravate state voi a fermarvi e il giorno dopo a fare finta di nulla, solo un sorriso malizioso come per dire "è stata una parentesi ma non è il caso".
Poi tutto cambia.
Lui finalmente trova la donna della sua vita e si allontana, ogni giorno di più. Fino a che voi non lo vedete più neanche all'orizzonte.
Tante domande, tanta amarezza.
Lui era stato importante e di certo tutto vi aspettavate tranne che vi chiudesse fuori.
MA oggi potete capire il perchè della sua scelta.
Per quanto lui - soprattutto all'inizio- fosse innamorato di un'altra donna, vi temeva.
Sapeva che con voi era un soggetto debole, che avrebbe potuto cedere alla vostra persona e chissà perchè non poteva.
Quindi, oggi, rasserenatevi.
Non siete state voi la causa.
Ma lui, che inconsapevolmente, vi amava senza ammetterlo neanche a se stesso.
lunedì 17 gennaio 2011
NEL MARE
Affondare e riemergere in un continuo di alti e bassi in un continuo di maree che si susseguono.
Lasciarsi trasportare quando i muscoli iniziano a fare male, lasciarsi dondolare quando il cuore diventa pesante.
Iniziare a nuotare quando la testa si riempie di pensieri, andare giù a fondo per carcare qualche altra via d'uscita.
Alzare la testa e guardare l'orizzanze quando ci si sente troppo stretti quando c'è biogno di sentirsi parte di un ingranaggio a cui manca l'elemento fondamentale.
Chiudere gli occhi e seguire il rumore del mare.
Guardare un manto di stelle galleggiando come piume in aria.
Forse c'è solo bisogno di svuotarsi e alleggerirsi.
Lasciarsi trasportare quando i muscoli iniziano a fare male, lasciarsi dondolare quando il cuore diventa pesante.
Iniziare a nuotare quando la testa si riempie di pensieri, andare giù a fondo per carcare qualche altra via d'uscita.
Alzare la testa e guardare l'orizzanze quando ci si sente troppo stretti quando c'è biogno di sentirsi parte di un ingranaggio a cui manca l'elemento fondamentale.
Chiudere gli occhi e seguire il rumore del mare.
Guardare un manto di stelle galleggiando come piume in aria.
Forse c'è solo bisogno di svuotarsi e alleggerirsi.
martedì 28 dicembre 2010
ARIA
Ritrovando pezzi di me stessa.
In questa casa dove sono cresciuta, in questa casa che è stata sempre casa e mai prigione, dentro queste mura che cambiavano colore in base all'umore.
Qui c'è quello che sono stata, quello che sono stata per diventare come sono, qui c'è un profumo che mi colma dentro, qui ci sono i rumori che mi rassicurano, che mi coccolano, qui ci sono le mie strade, i miei colori, le mie montagne, i miei tramonti.
Qui c'è qualcosa che mi appartiene e che non voglio perdere.
Ho paura di dimenticare le emozioni che ho provato tra pareti gialle e viola, ho paura di allontanarmi da non riuscire più a percepire la Sua Presenza.
Si cambia, io sono cambiata, io sono partita.
Ma un pezzo di me è rimasto ancorato a questo paesaggio.
Dall'alto del mio balcone oggi, ho rivisto un tramonto che mi mancava.
Emozionata da un atto che la Natura ha voluto regalarmi.
Forse serve un po' di tempo, credo, spero penso sento.
Cammino a testa alta, continuo a cercare pezzi di me lasciati per strada, e proseguo per questa strada, che mi porterà sempre a casa, per prendere una boccata d'aria e recuperare energia positiva.
In questa casa dove sono cresciuta, in questa casa che è stata sempre casa e mai prigione, dentro queste mura che cambiavano colore in base all'umore.
Qui c'è quello che sono stata, quello che sono stata per diventare come sono, qui c'è un profumo che mi colma dentro, qui ci sono i rumori che mi rassicurano, che mi coccolano, qui ci sono le mie strade, i miei colori, le mie montagne, i miei tramonti.
Qui c'è qualcosa che mi appartiene e che non voglio perdere.
Ho paura di dimenticare le emozioni che ho provato tra pareti gialle e viola, ho paura di allontanarmi da non riuscire più a percepire la Sua Presenza.
Si cambia, io sono cambiata, io sono partita.
Ma un pezzo di me è rimasto ancorato a questo paesaggio.
Dall'alto del mio balcone oggi, ho rivisto un tramonto che mi mancava.
Emozionata da un atto che la Natura ha voluto regalarmi.
Forse serve un po' di tempo, credo, spero penso sento.
Cammino a testa alta, continuo a cercare pezzi di me lasciati per strada, e proseguo per questa strada, che mi porterà sempre a casa, per prendere una boccata d'aria e recuperare energia positiva.
venerdì 3 dicembre 2010
FLUSSOMUSICALE
Ho bisogno.Di sentirmi scorrere il sangue nelle vene.Alzo il volume di questa sinfonia ritrovata.
Un seguito di sinfonie al pianoforte.
PianoForte.
Ho bisogno di sentirmi elettrizzata,ansiosa,smaniosa,in attesa di qualcosa di grande.
Oggi mi tatuerei di queste lettere.
Ho solo bisogno di mettere nero su bianco qualcosa che mi dia grinta.
Qualcosa che nel guardarlo mi farà dire "Questa sono io".
Ho bisogno.Che la mia testa non si fermi, che le mie mani continuino a scrivere, che il mio cuore riaccelleri, di uscire dal tepore del letergo che ogni inverno mi rapisce, ho bisogno della mia primavera, dei 26 anni che busseranno alla porta.
Scorrono i pensieri,le cose che vorrei svuotare qui dentro, scorrono come un flusso, un flusso di acqua salata.
Ho bisogno del mio spazio del mio tempo di una me stessa che ho perso per strada.
E mi manca, mi manco.
So dove cercarmi, so come cercarmi.
Il PianoForte mi stimola, mi rilassa, mi svuota e riempie, mi emoziona, mi fa tornare indietro e poi avanti e poi indietro e poi avanti.
Uno spegghio riflette la luce bluastra.
Ho bisogno di sporcarmi le mani con le tempere colorate, di fare fotografie a qualcosa che mi fa sentire viva, ho bisogno di ballare, di una canna, ho bisogno di attenzioni, di creare qualcosa.
Chiudo gli occhi.
Questa canzone ne ha viste tante di cose passare, di emozioni, di sorrisi, di lacrime, di persone.
La prima persona è legata ad un sorriso, entrambe su un letto che negli anni sarebbe diventato troppo piccolo, la musica andava e noi crescevamo, insieme, per poi perderci del tutto da un giorno all'altro.
Le altre persone sono state di passaggio, non hanno lasciato un vero e proprio ricordo.
Forse è meglio così. Ora che mi riempio l'anima le oprecchie e la stanza di essa sono libera da tutto e tutti, ascolto il PianoForte e basta, rotolandomi in pensieri miei, di ora, di domani, senza avere punti interrogativi o esclamativi.
Nonostante la debolezza mostrata in svariate occasioni, nonostante i 6 kg persi due primavere fa e i 6 kg persi la scorsa primavera, nonostante le lacrime che escono quando sono arrabbiata, dentro sono un Toro.
Mi piego ma non mi spezzo e nel momento in cui mi ritroverò, tornerò.
Un seguito di sinfonie al pianoforte.
PianoForte.
Ho bisogno di sentirmi elettrizzata,ansiosa,smaniosa,in attesa di qualcosa di grande.
LA FELICITà
è
UNO STATO D'ANIMO
NON UNA META.
____°____
VIVIAMO TUTTI NEL FANGO
MA ALCUNI DI NOI
GUARDANO LE STELLE.
Ho solo bisogno di mettere nero su bianco qualcosa che mi dia grinta.
Qualcosa che nel guardarlo mi farà dire "Questa sono io".
Ho bisogno.Che la mia testa non si fermi, che le mie mani continuino a scrivere, che il mio cuore riaccelleri, di uscire dal tepore del letergo che ogni inverno mi rapisce, ho bisogno della mia primavera, dei 26 anni che busseranno alla porta.
Scorrono i pensieri,le cose che vorrei svuotare qui dentro, scorrono come un flusso, un flusso di acqua salata.
Ho bisogno del mio spazio del mio tempo di una me stessa che ho perso per strada.
E mi manca, mi manco.
So dove cercarmi, so come cercarmi.
Il PianoForte mi stimola, mi rilassa, mi svuota e riempie, mi emoziona, mi fa tornare indietro e poi avanti e poi indietro e poi avanti.
Uno spegghio riflette la luce bluastra.
Ho bisogno di sporcarmi le mani con le tempere colorate, di fare fotografie a qualcosa che mi fa sentire viva, ho bisogno di ballare, di una canna, ho bisogno di attenzioni, di creare qualcosa.
Chiudo gli occhi.
Questa canzone ne ha viste tante di cose passare, di emozioni, di sorrisi, di lacrime, di persone.
La prima persona è legata ad un sorriso, entrambe su un letto che negli anni sarebbe diventato troppo piccolo, la musica andava e noi crescevamo, insieme, per poi perderci del tutto da un giorno all'altro.
Le altre persone sono state di passaggio, non hanno lasciato un vero e proprio ricordo.
Forse è meglio così. Ora che mi riempio l'anima le oprecchie e la stanza di essa sono libera da tutto e tutti, ascolto il PianoForte e basta, rotolandomi in pensieri miei, di ora, di domani, senza avere punti interrogativi o esclamativi.
Nonostante la debolezza mostrata in svariate occasioni, nonostante i 6 kg persi due primavere fa e i 6 kg persi la scorsa primavera, nonostante le lacrime che escono quando sono arrabbiata, dentro sono un Toro.
Mi piego ma non mi spezzo e nel momento in cui mi ritroverò, tornerò.
LAMPO
Ricordo.
Quando mi svegliavo presto la mattina carica di un'energia strana, di un'energia che ogni tanto perdo per poi recuperare al meglio, solo per leggere le tue parole.
Il nostro racconto a 4 mani.
Questo ricordo. La bellezza di creare qualcosa insieme, di semplice e intrigante, ognuno a casa propria, dopo uno, due anni forse.
Ricordo l'intesa delle parole, dei colori, dei personaggi, delle loro emozioni, la voglia di sparire dento un i-pod e poter scrivere, scrivere a più non posso e dovermi controllare per lasciar continuare te.
Questo ricordo di te e mi piace continuare a ricordare, perchè mi fa tornare la voglia di scrivere, perchè mi da la carica per non smettere di creare e allargare questa
Il resto poco conta, il tuo personaggio l'avevo già conosciuto svariate volte, sapevo dunque cosa aspettarmi e cosa la vita doveva farmi incontrare.
Stanotte ho arrotolato i piedi dentro una coperta di pile.
Sfuggevole lampo.
Svanito esattamente come il suo personaggio.
Ho allungato la mano.
Vicino a me, un respiro calmo e tranquillo, un corpo caldo che cercava un contatto con il mio, una mano, un piede, un ginocchio.
Ho allungato la mano e vicino a me avevo la mia gioia, l'amore, la completezza, la mia diversità, il mio tutto.
Ed ho chiuso gli occhi dicendomi che da oggi avrei ripreso il mio sogno nel cassetto in mano.
Quando mi svegliavo presto la mattina carica di un'energia strana, di un'energia che ogni tanto perdo per poi recuperare al meglio, solo per leggere le tue parole.
Il nostro racconto a 4 mani.
Questo ricordo. La bellezza di creare qualcosa insieme, di semplice e intrigante, ognuno a casa propria, dopo uno, due anni forse.
Ricordo l'intesa delle parole, dei colori, dei personaggi, delle loro emozioni, la voglia di sparire dento un i-pod e poter scrivere, scrivere a più non posso e dovermi controllare per lasciar continuare te.
Questo ricordo di te e mi piace continuare a ricordare, perchè mi fa tornare la voglia di scrivere, perchè mi da la carica per non smettere di creare e allargare questa
[parentesi]
di sogni e realtà.Il resto poco conta, il tuo personaggio l'avevo già conosciuto svariate volte, sapevo dunque cosa aspettarmi e cosa la vita doveva farmi incontrare.
Stanotte ho arrotolato i piedi dentro una coperta di pile.
Sfuggevole lampo.
Svanito esattamente come il suo personaggio.
Ho allungato la mano.
Vicino a me, un respiro calmo e tranquillo, un corpo caldo che cercava un contatto con il mio, una mano, un piede, un ginocchio.
Ho allungato la mano e vicino a me avevo la mia gioia, l'amore, la completezza, la mia diversità, il mio tutto.
Ed ho chiuso gli occhi dicendomi che da oggi avrei ripreso il mio sogno nel cassetto in mano.
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