mercoledì 21 dicembre 2011

COSì TANTO PER.

Scrivo sempre se sono da sola e fortemente accompagnata da una bella canzone che metto a ripetizione. Mi aiuta a mantenere la concentrazione.
Ho sempre usato la musica per concentrarmi: sin dalla prima liceo e fino all'università quando dovevo studiare sul treno o sul pullman o quando dovevo ripassare per un'interrogazione o un esame, mettevo il mio I pod a tutto volume, selezionavo una canzone che mi piaceva e che non era legata a sentimenti particolari, mettevo la ripetizione e giù a leggere riga per riga, fuori dal mondo, travolta dalle note e dalle parole.
E oggi a distanza di anni mi nascondo nella musica per ritrovare pezzi di me, per trovare ispirazione, per creare, per sognare, per concentrarmi in una stanza che fino ad ora non è riuscita a farmi scrivere.
E quasi Natale. Ma oramai non lo si sente più, una volta superata l'età dei "bambini" Natale diventa solo cercare regali spendere soldi fare code scervellarsi per qualcosa e qualcuno che poi chissà se ne vale la pena.
E anche se sono nella mia casina e anche se ho le lucine al balcone come ho sempre sognato e anche se credevo che questo Natale, forse, l'avrei sentito un po' di più, niente da fare.
Manca la magia, manca la neve, manca la tranquillità che respiravo nello stare sul divano e bere tè e guardare la neve cadere fuori e vecchi film sotto una mega coperta.
Manca la magia che solo un bambino riesce a creare.
Perchè alla fine noi adulti a forza di razionalizzare tutto, stiamo togliendo colore alla vita.


martedì 4 ottobre 2011

50 ROSE

Un giorno arriva un mazzo di fiori.
Quarantanove rose rosse... 49...
Una rosa bianca... 1...
Come per dire che non sei uguale alle altre, come per spiazziarti ancora un po' di più quel cuore che non sa cosa fare, che aspetta e quel che sarà sarà.
Una rosa bianca per dirti che c'è chi può darti di più, magari un giorno un mese un anno e non una vita ma che può darti sicuramente di più.
Quarantanove rose rosse inaspettate per dirti che non è vero che tutti gli uomini sono uguali.
Che alcuni alzano il culo e conquistno quello che desiderano senza dare per scontato niente, niente.
Cinquanta rose per farti tremare il cuore per metterti in un imabarazzo piacevole, per farti tremare il cuore come non tremava da tempo.
Sentire nelle vene che è la cosa sbagliata ma volerla assulutamente.
Sentire nelle vene il sangue che si riscalda che ribolle al pensiero di essere un suo pensiero.
La preda e il cacciatore.
Allora è il caso di seguire l'istinto e ciao ciao alla razionalità.
Allora quando ti trovi ad un bivio e tu non sai dove andare ma vorresti andare a destra, sappi già che la scelta giusta era la sinistra. Marphie non sbaglia mai.
E neanche il cuore.


IL CUORE

NON

SBAGLIA MAI.

venerdì 23 settembre 2011

Una volta scrivevo scrivevo scrivevo.
Una volta avevo tempo per scrivere.
No.
Ancora oggi ho tempo per scrivere.
Ma manca un soggetto. Una storia. Un'emozione. Un'avventura. Un fulmine a ciel sereno.
E neanche riascoltare vecchie canzoni serve a trovare un'ispirazione, un motivo che mi dia il la per inventare.
Quando il fiume scorre e non ci sono affluenti, rocce, cascate, scorre e basta.

giovedì 25 agosto 2011

SPASMO

Chissà come mai scrivo sempre.
Quando sono in questa casa.
Da sola.
In compagnia di un sottofondo scelto non a caso.
Una serie di canzoni che mi ha accompagnato in un periodo così intenso e colmo che mi stupisco che non sia mai esploso.
O forse è esploso ed è per quello che mi sono sentita smarrita.
Quante cose ho lasciato per strada, quante cose ho trovato.
Io ho passato molti anni legata al passato ed è stato doloroso capire che era la cosa peggiore che potevo fare.
Sperare che le persone

TORNASSERO,

NON CAMBIASSERO,

RIMANESSERO NELLA MIA VITA esattamente COME PRIMA,

in una PRESENZA costante di cui non potevo,

NON POTEVO

fare a meno.

Combattevo con il presente PER DARE SPAZIO AL MIO PASSATO e il mio passato che a volte tornava che a volte non cambiava che a volte rimaneva mi risucchiava in un vortice che alla fine, INCONSAPEVOLE, mi faceva perdere la bellezza del presente, mi faceva perdere le cose a cui tenevo di più e che avevo li in quel momento per me da toccare con mano.
Era un modo di non cambiare il mio, era un modo di pensare che se le cose rimanevano invariate io rimanevo la stessa Irene.
Ma dentro ogni giorno morivo un poco credendo che in quegli scheletri potevo trovare serenità tramite una canzone, un ricordo, una mail, qualche messaggio.
Chissà come mai la gente ha così paura di accettare i cambiamenti, di accettare il presente mettendo da parte il passato.
Ho combattuto e ne sono uscita vittoriosa.
Senza rimpianti ne pentimenti.
Ricordo sorridendo chi è entrato nel mio cuore.
Alcuni sono usciti alcuni li ho fatti uscire altri sono in sospeso.
Ma nessuno intralcia con il mio presente.
Nessuno ha un sentimento così intenso da non poterne fare a meno.
Se non si può farne a meno allora, siamo intrappolati nel passato.
Sono qui, che ascoltando a ripetizione Hallelujah, lascio scivolare pensieri contorti, poco pensati prima di metterli nero su bianco, lascio parlare una parte di me che viene fuori solo nelle mie parentesi.
C'è qualcosa di grande la fuori che mi aspetta.
E non abbasserò più la testa.
Ne per me ne per nessun altro.
C'è qualcosa di grande la fuori.
Esco e vado a cercarla, seguendo una piccola stella senza cielo.






martedì 2 agosto 2011

CHIARO E TONDO

A volte deve passare tanto tempo, tanto. Ed essere fuori dalle situazioni, fuori completamente. Bisogna averle messe da parte o bisogna che qualcuno l'abbia fatto per voi.
Per notare certi particolari, per vederli chiari e tondi davanti a voi.
Tipo prendere in mano un vecchio cd che non ascoltavate da tre? quattro? anni e farlo partire e vedere tutto com'era e non come lo vedevate.
Eravate voi quelle romantiche eravate voi quelle che avevano avuto paura di provare un sentimenti più profondo che semplice amicizia. Eravate convinte che eravate voi il pericolo per rovinare quella relazione, voi e non lui.
Invece ora vedete tutto come era.
Lui in voi aveva trovato un'isola felice. Vi aveva salvate mentre stavate colando a picco, mi aveva salvate con sorrisi, affetto, presenza costante.
Da subito lui con voi era semplicemente lui e ve lo faceva notare: poteva parlare, sfogarsi, ridere, fare lo sciocco se alzava i gomiti, fare discorsi sul sesso senza imbarazzarsi, poteva passare una serata da solo con voi senza saltarvi addosso ma avendo sempre un contatto.
Ora è chiaro.
Non eravate voi il pericolo che poteva rovinare quell'amicizia stupenda, era lui.
Lui che vi chiedeva i pareri sulle ragazze e poi il giorno dopo era sotto casa vostra con un cd romantico per voi e libero, perchè ci aveva pensato bene ed avevate ragione, quella li non era fatta per lui.
Era lui che portava a casa prima la fidanzata di turno e per ultima voi perchè non poteva non fermarsi a ricordare la serata.
Era lui che, provocato, era tornato sotto casa vostra e vi aveva travolte ma eravate state voi a fermarvi e il giorno dopo a fare finta di nulla, solo un sorriso malizioso come per dire "è stata una parentesi ma non è il caso".
Poi tutto cambia.
Lui finalmente trova la donna della sua vita e si allontana, ogni giorno di più. Fino a che voi non lo vedete più neanche all'orizzonte.
Tante domande, tanta amarezza.
Lui era stato importante e di certo tutto vi aspettavate tranne che vi chiudesse fuori.
MA oggi potete capire il perchè della sua scelta.
Per quanto lui - soprattutto all'inizio- fosse innamorato di un'altra donna, vi temeva.
Sapeva che con voi era un soggetto debole, che avrebbe potuto cedere alla vostra persona e chissà perchè non poteva.
Quindi, oggi, rasserenatevi.
Non siete state voi la causa.
Ma lui, che inconsapevolmente, vi amava senza ammetterlo neanche a se stesso.

lunedì 17 gennaio 2011

NEL MARE

Affondare e riemergere in un continuo di alti e bassi in un continuo di maree che si susseguono.
Lasciarsi trasportare quando i muscoli iniziano a fare male, lasciarsi dondolare quando il cuore diventa pesante.
Iniziare a nuotare quando la testa si riempie di pensieri, andare giù a fondo per carcare qualche altra via d'uscita.
Alzare la testa e guardare l'orizzanze quando ci si sente troppo stretti quando c'è biogno di sentirsi parte di un ingranaggio a cui manca l'elemento fondamentale.
Chiudere gli occhi e seguire il rumore del mare.
Guardare un manto di stelle galleggiando come piume in aria.
Forse c'è solo bisogno di svuotarsi e alleggerirsi.

martedì 28 dicembre 2010

ARIA

Ritrovando pezzi di me stessa.
In questa casa dove sono cresciuta, in questa casa che è stata sempre casa e mai prigione, dentro queste mura che cambiavano colore in base all'umore.
Qui c'è quello che sono stata, quello che sono stata per diventare come sono, qui c'è un profumo che mi colma dentro, qui ci sono i rumori che mi rassicurano, che mi coccolano, qui ci sono le mie strade, i miei colori, le mie montagne, i miei tramonti.
Qui c'è qualcosa che mi appartiene e che non voglio perdere.
Ho paura di dimenticare le emozioni che ho provato tra pareti gialle e viola, ho paura di allontanarmi da non riuscire più a percepire la Sua Presenza.
Si cambia, io sono cambiata, io sono partita.
Ma un pezzo di me è rimasto ancorato a questo paesaggio.
Dall'alto del mio balcone oggi, ho rivisto un tramonto che mi mancava.
Emozionata da un atto che la Natura ha voluto regalarmi.
Forse serve un po' di tempo, credo, spero penso sento.
Cammino a testa alta, continuo a cercare pezzi di me lasciati per strada, e proseguo per questa strada, che mi porterà sempre a casa, per prendere una boccata d'aria e recuperare energia positiva.