giovedì 11 novembre 2010

DOPO MOLTO TEMPO.

E mi ritrovo qua, a scrivere nero su bianco, bianco su nero.
Per la prima non a casa mia, per la prima volta in uno stato d'animo diverso dal solito, lontana dagli affetti più importanti, lontana dalla mia stanza gialla e viola, lontana da una vita che è sempre stata colma, così colma come vuota.
A volte si scrivere per buttare fuori il male, a volte per esprimere gioia, altre volte solo per fare invidia o per rilassarsi.
Io scrivo
perchè intrappolata
[ in una parentesi ]
che inizia a stringere
come i pantaloni.
E magari stessero stretti per una gravidanza che lui aspetta ogni mese, ignaro di quanto problemi ci porterebbe adesso come adesso [ ma ripenso alle parole di lei, che mi ha detto una sera che certe cose le senti e basta, che non stai a pensare ai soldi, a come si farà, alle paure, vuoi solo una creatura che cresca dentro di te].
Allora metto Everything, perchè mi ricorda vagamente un periodo intenso della mia vita, che un po' mi manca. Non mancano le persone con cui l'ho vissuto, manca l'intensità.
Io ero un fuoco, io ero una mina vagante che dove andava lasciava il segno, dentro, fuori, intorno.
Il tempo passa per tutti e mi rendo proprio conto che quando si trova ciò che si è sempre cercato, si cambia.
In tutto. Nel vedere le cose , nel fare le cose, nell'accettare situazioni impensabili per un'anima autonoma e indipendente come la mia.
Metto Everything perchè forse mi ricorda la passione che ci mettevo nel guidare in stradine sperdute solo per andare a bere un buon digestivo alla rosa mentre fuori nevicava, forse metto Everything perchè mi ricorda quanto l'ascoltavo quando credevo che tutto fosse oramai perduto, quando pensavo che fossi una di quelle persone che la gente usa per caricarsi le pile e poi lascia in disparte, metto Everything perchè mi ricorda quando lo stavo perdendo quando lui non aveva più voglia ed io soffocavo i miei pianti dentro ad un cuscino in piena notte e stringevo forse un fazzoletto di carta arrotolato tipo pergamena e mi rivolgevo chissà a chi con questa canzone a tutto volume nelle orecchie... per sparire, per non credere alla realtà
Ecco cosa mi fa.
Mi fa staccare i piedi da terra, tocca quella parte di me rimasta in sordina, quella parte di me che soffre un tot e poi manda a fanculo tutti e ricomincia, ricomincia...
E Dio solo sa quante volte ho ricominciato.
Oggi penso molto, oggi mi vengono in mente mille momenti.
La festa di fine anno alle medie a casa di un amico dove già ci sentivamo grandi girando una bottiglia e aspettando il bacio atteso, le chiacchierate in piena notte nell'atrio di casa mia con un amico, la prima vacanza da sola innamorata e per la prima volta scontrata con la realtà di un categorico no, il primo amore un po' reale un po' platonico, un altro amore che ha lasciato ferite così profonde da trasformarmi, le serate a parlare per ore in macchina, quando ero potente e tutto quello che volevo lo avevo, i miei due anelli, la mia forza vedendo mia madre in un letto d'ospedale per mesi che poi sono diventati anni e assistendo mio padre come una piccola donnina di casa, le mie tagliate sacrosante tagliate dove si scoprivano le prime cose la città la canna l'odore della libertà, la prima volta la prima unica e indimenticabile volta, quando mio padre si confidava con me come se fossi la sua terapista, quando quella persona in mezzo ad una discoteca carica di alcool e ormoni mi prese il viso tra le mani e mi chiese "Sei Felice?", i capodanni in montagna intrappolati dalla neve trascorsi tra wii, poker, coca e martini, foto, risate, ciucche allegre, fuochi d'artificio, grigliate nel camino alle 3 di notte, i concerti che ho condiviso con gente che si è persa lungo il cammino, i giri sull'asta della bicicletta e le cadute in mezzo alla strada che ci facevo ridere a crepapelle e le macchine dovevano suonarci per farci rialzare, il viaggio della memoria e il terno che attraversava praterie innevate, le serate passate con un gruppo di amici a giocare a calcetto, il giorno del mio tatuaggio e la sua motivazione, quando sono entrata nel suo mondo e mi ha fatto credere che fosse anche il mio, la fuga in collina salire sempre più su con i t-max e guardare la città dall'alto sorseggiando una birra ghiacciata e sentirsi al posto giusto con la persona giusta, quando scendendo gli scalini in pantaloncini e canotta ho incrociato il suo sguardo le cose che mi sono passate per la testa in un istante.
Sono piena di emozioni, date da più persone, uomini, donne, amici, amiche, conoscenti, persone passate un giorno per caso e mai più riviste, persone che non hanno capito la loro importanza, persone a cui ho dato me stessa e che hanno preso portato a casa e tanti saluti.
Non sono pentita di nulla, non ho rimpianti, non ho rimorsi, ho l'anima pulita, spogliata di ogni cosa, di ogni sassolino, ho qualche domanda in sospeso ma è solo una spregiudicata curiosità che ora non va accontentata, ne ora ne mai, il tempo c'era c'è stato ora è tardi e non avrebbe senso rinvangare , rinvangare ora che tutto è sepolto e c'è solo tranquillità, serenità, amore.
Il passato lo chiudo in questo stralcio di ricordi, e cantando vecchie canzoni, lo ammetto, penso cosa possano ricordare a lui, ma mi fermo a chiedergli se gli ricorda qualcosa e al suo si immagino e basta così.
Non è bisogno di rinnegare, ma è bisogno di chiudere per sempre certe cose e certe persone fuori dalla porta. Per costruirsi un futuro pulito senza stralci di ricordi che si inseguono come onde nel mare.
Ora ho solo bisogno di sapere che la mia vita sta raggiungendo il suo scopo, ora ho solo bisogno di sapere che le persone a cui ho riposto il mio cuore non lo tradiranno, ora ho solo bisogno di sapere che sono nel posto giusto con la persona giusta.
Tutto il resto, non conta.

lunedì 13 settembre 2010

SCHIZZO MATTUTINO.

Certe Amicizie Post Relazionali Possono Essere Tali Fino All'Adolescenza...Quando Fare Le Corna Diventa Semplice Come Aprire Il Frigo E Ingurgitarsi L'Impossibile Dopo Una Buona Canna, Quando Si Promette Amore Eterno E Non Si Vive Che In Funzione Dell'Altro, Quando Si Fanno Pazzie Patetiche.. Oltre Ad Una Certa Soglia Diventa Fastidiosa, Infantile, Una Sfida A Chi Vince Tra Passato E Presente. Diventa Merce Da Mercatino Dell'Usato E Poco Conta L'Importanza Che C'Era. Il Tempo Scorre E Lascia Indietro Ciò Che E' Stato Per Vivere Meglio Ciò Che Sarà.

giovedì 20 maggio 2010

....

A volte vorrei spaccare il mondo, oggi no, oggi vorrei che il mondo mi crollasse addosso prima di stare peggio, prima di vedere l'uomo che amo che guardandomi negli occhi e poi abbassandoli pronuncia quello che mai avrei pensato di sentire.

LA GENTE COMBATTE PER AMORE

quando l'amore c'è, quando si tiene ad una persona, quando sono cose che si possono migliorare, quando non si è ancora dato tutto di se stessi e si sa che si può sistemare questa situazione prima di tutto senza perderla di vista.

TI AMO

e io altro che provare a migliorare pr noi e per stare meglio non posso fare.
Tu, da parte tua, potresti solo crederci, credere in noi, in me, in quello che sono disposta a fare per te. FAcile dire la distanza... ma proprio una persona lontana che è sicura di quello che farebbe per te, che prenderebbe e lascerebbe tutto qui per te dovrebbe farti sentire bene, dovrebbe farti pensare chi hai al tuo fianco... Ti Amo.


domenica 11 aprile 2010

SCRIVO

Sono cambiata più nell'ultimo anno che in tutti i miei quasi 25 anni.
Spaccacuore.
Qualcuno dice che a volte le soluzioni sono tre: accettare, sopportare o andarsene.
Io credo che la soluzione sia solo una.
Provare a mettersi nei panni dell'altro, forse provare a capire cosa si prova veramente prima di correre correre a perdifiato e poi perdersi nella banalità della quotidianità.
Non è facile e tantomeno credevo che lo fosse stato, ma a volte è difficile sentire di remare da soli, a volte è difficile capire come mai una persona cammina verso l'altra più dell'altra.
E la distanza aumenta le paure recondite, quelle mai uscite perchè è una cosa diversa, questa, un sentimento che non si provava da molto tempo e tutto diventa più grande, una risposta con un tono un po' diverso dal solito, una buonanotte messa li senza un briciolo di voglia, di passione, di desiderio, sentirsi meno desiderata, meno voluta.
Noi donne per natura siamo le più paranoiche, quelle che si fanno più pensieri, più castelli, si fanno più tutto, ma a volte, proviamo a soffocarle perchè ci rendiamo conto di quanto siamo banali, poi basta un vostro non gesto, una vostra non attenzione, un vostro stupido orgoglio e via.
Un fiume in piena.
E cresce quello strano sentimento di gioia, malinconia, tristezza, paranoia, felicità, angoscia che commuove, commuove così tanto da piangere sotto la doccia bollente e chiedersi dove si sta sbagliando, se si sta sbagliando, se anche l'altra persona sente il cuore battere forte come senti il tuo.
Quando non sto bene faccio di solito delle cose.
Chi mi conosce, appena vede che inizio "un'azione" sa già.
Scrivo, divento silenziosa, mi taglio i capelli, compro le cose più inutili, leggo e sottolineo le frasi che mi ammazzano, mi prende un ansia che mi fa venire il batticuore e ho gli occhi sempre lucidi e soprattutto alla domanda "come stai?" rispondo sempre "tutto bene!".
Poi con la forza che teniamo sempre ben nascosta, buttiamo via tutti i pensieri e ricominciamo, proviamo a fare gli uomini, proviamo a vivercela easy nonostante voi uomini ce la mettiate tutta per farceli ritornare- quei pensieri.
E si gira pagina.
Si gira pagina perchè si ama e la distanza non può soffocare un sentimento.
Si gira pagina perchè magari con il tempo ognuno capisce i punti deboli dell'altro e cerca di limitarli.
Si gira pagina di un libro che si sta scrivendo. A volte a due a volte a quattro mani.

L'importante è scriverlo insieme.

venerdì 19 febbraio 2010

SFIORO


Non è difficile dimenticare.
E' difficile sfuggire da quei ricordi che arrivano all'improvviso e ti sfiorano quella corda tenuta sottovuoto.
Non è difficile dimenticare.
E' difficile costruire nuovi ricordi di quelli che poi si portano lontano.
Scende una lacrima sul tuo viso. Un brivido attraversa la tua schiena.
Protetta e circondata da braccia che aspettavi da una vita, da braccia che non speravi neanche più di trovare.
Un silenzio circonda tutto quanto.
Un silenzio che di naturale ha solo l'odore della vostra pelle.
Ti lasci cadere all'indietro e intanto ti chiedi che prezzo ha tutto questo.
Quanto brucia il cuore, quanto pure è l'ossigeno che respiri, quanto è vero tutto questo amore che vivi.
Dici che è normale, dici che certe cose si sentono "a pelle", dici che nella vita bisogna essere coraggiosi e tuffarsi, rischiare, dici che la vita è solo una e va vissuta a 240 all'ora in autostrada... sfrecciare così veloce da non vedere il paesaggio, veloci come un battito di ciglia.
Ti svegli, apri gli occhi, li stropicci con le mani e guardi fuori, spaesata.
Ti guardo e vorrei solo darti tutto, tutto il bene, tutta la felicità, tutto me stesso.
Ti guardo e vorrei darti la mano per passare il fiume, la mia spalla per appoggiare il tuo viso, le mie braccia per amarti e consolarti, vorrei darti le mie parole quando meno te le aspetti, quando le vuoi e dici di andare via, quando ne hai più bisogno, vorrei darti il mio silenzio quando tutto sembra troppo patetico.
Ti guardo e non vedo l'ora di renderti madre, di sentirmi esplodere dentro quell'emozione di vedere la nostra meraviglia, di tenerla tra le braccia e guardarti negli occhi per altri cent'anni e sentirti mia, bella, sensuale, madre, dolce, accattivante, intelligente, allegra, lunatica e sentirmi ancora innamorato come la prima volta.
Ti guardo da lontano. Scrivi qualcosa con il piede sul bagnasciuga al tramonto mentre il cappuccio della tua felpa ti copre la testa e quel vestito verde si gonfia leggermente e torna a segnare la tua pancia che accarezzi, che già ami.
Ti guardo mentre dormi, mentre sospiri e sogni.
In equilibrio sul mondo.
Non è difficile dimenticare.
E' difficile trovare quella persona che ti dia la possibilità di riscrivere una nuova storia, un nuovo libro.
E quando la si trova si fa di tutto, di tutto, per legarla a se per altre cento primavere.


[ Dirsi che è normale
Non ti domandare non c’è niente da sapere
È che a volte il silenzio ha il suo valore
Perché tu sai che quando non so cosa dire
Preferisco stare ad ascoltare ]

venerdì 22 gennaio 2010

SFOGOPOSTGRAZIE

Per la prima volta.
Ho buttato via pezzi della mia vita
del mio passato.
Di quel passato che ha fatto bene
e
ha fatto male
di quel passato che non deve più interferire
con il mio presente.
Un passato fatto di tanto
un passato che non ha senso trascinarlo ancora.
Ho buttato via e ho voluto dimenticare il dimenticabile
per lasciare spazio a nuove emozioni,
per lasciare posto a nuove sensazioni.
E tutto quello che mi riporta indietro
mi infasidisce,
cambio canale,
poso il libro,
lascio i cd a prendere la polvere.
Non mi serve aggrapparmi,
non mi va e non ne sento il bisogno.
Credo che il tenere le cose superato un certo periodo
diventa un modo di dire
"ci spero ancora"
per quello mi sono liberata.
Non ci spero più
ho tra le mani un diamante e tutto il resto
è merda.
Mi chiedo se sono malata.
E se questo passaggio,
questa purificazione
l'hai voluta fare anche tu
o se rimani aggrappato con il senno di poi.
L'unica cosa a cui vorrei che ci aggrappassimo
è il nostro cuore,
tutte le belle parole,
le promesse,
i sogni e i castelli che costruiamo.
Un aggrapparci così violento da lasciare cicatrici sulla pelle,
cicatrici che un giorno una tenera vocina indicherà chiedendo
cos'è.
Siamo qui.
Siamo qui.

C'è solo oggi e domani.
Gli altri tempi non mi interessano.



venerdì 11 dicembre 2009

PENSIERI AL TRAMONTO


In macchina, il tramonto alle mie spalle che lascio per andare verso casa.
Oggi mi manca tutto.
Oggi ho serenità nel cuore ma mi manca tutto.
Tra una curva e un semaforo poi, mi è salita una strana sensazione.
Ho pensato alla morte.
Di quelle che arrivano inaspettate.
Non ho mai avuto paura della morte, l'ho sempre vista come qualcosa che arriva quando vuole arrivare, non da avvisi e non chiede niente, arriva prende e se ne va.
E la cosa che mi spaventava non era di per sè la morte, ma il fatto di non avere tempo per salutare le persone care.
Oggi invece, ho avuto paura della morte, proprio di Sua Maestà.
Perchè forse si ha paura della morte quando si ama, quando si ha qualcuno d'amare, quando si è amati, quando c'è ancora così tanto in gioco, da pensare, progettare, costruire e vivere che il solo pensiero di non potersi neanche avvicinare, fa tremare.

Ma non c'è coraggio
se non c'è paura.

Perchè la paura diventa adrenalina, diventa energia, diventa voglia di correre e non fermarsi, di fregarse di domani e pensare solo a oggi, di smetterla di farsi domande e fare fare, agire, che sia pure d'istinto.
L'instinto non ammazza, al massimo fortifica, un po' come tutte le cose terribili.
L'istinto ti fa poi dire "ma perchè diavolo l'ho fatto?" e a questa domanda si susseguono così tanti motivi che poi sfumano in uno: l'ho fatto perchè l'ho fatto, punto, andiamo avanti.
Io ora non dico di vivere nella paura che Sua Maestà possa arrivare all'improvviso, anzi, altamente me ne infischio, ma ho solo il timore - quando mi prende questo pensiero - di non poter fare quelle 5, 6, 7, 8, 9, 10 cose che ho in mente... tipo un matrimonio, un viaggio, una casa, un figlio, certe emozioni e attimi che devo ancora vivere.
Oggi ho scritto al mio ragazzo


... io un po' ci credo alle favole... ai sogni espressi ad occhi chiusi, ai desideri che pulsano nel cuore, alle sorprese fatte contro ogni logica e possibilità...

Il mio problema è che ho sempre creduto e molte volte ho creduto così tanto che poi mi sono svegliata ed era stato un sogno-incubo da cui voler scappare.
Ma non smetterò mai di sognare, di desiderare, di amare.
Perchè insieme all' arte del mettere lettere dopo lettere e comporre parole, frasi, racconti, insieme all'arte del catturare attimi di vita in un click e insieme all'arte del seguire la musica con il proprio corpo e la proprio voce, sono le cose che mi fanno sentire viva.
VIVA.
SEMPLICEMENTE
VIVA
E
COLMA.